Monday, Dec. 17, 2018

Monumentale di Milano, una bellezza soffocata

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novembre 24, 2012

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Monumentale di Milano, una bellezza soffocata

Il cimitero monumentale di MilanoSarà anche “monumentale”, ma oramai si fa quasi fatica a vederlo: il più noto cimitero di Milano è da quasi cinque anni circondato da altrettanto monumentali  gru e da un ampio cantiere che, al pari di un fossato, lo divide dai viali e dal resto della città. Si tratta dei lavori per la metro 5, che dovrebbero concludersi nel 2015. Intanto, per chi decide di raggiungerlo, è tutto un incespicare fra transenne, reti e pannelli di plastica.

 UN MUSEO A CIELO APERTO – Tuttavia il risultato, anche nella canicola estiva, è da mozzare il fiato. Il cimitero Monumentale di Milano è un enorme museo a cielo aperto, popolato da sculture vivide che raccontano storie, commuovono e a volte mal si adattano al clima terreo di un cimitero. Il camposanto, però, è quasi sempre vuoto. E non sono nemmeno pochi i milanesi che non vi hanno mai messo piede: nessuno viene a trovare i suoi cari perché le generazioni successive a molti dei sepolti si sono estinte e, attualmente, farsi tumulare al Monumentale costa cifre stellari. Come spiega Gabriella Ragozzino, una giovane guida turistica che da qualche tempo organizza dei tour nel cimitero: «Qui si vedono solo stranieri, soprattutto inglesi e tedeschi. Sono pochissimi gli italiani che si concedono una visita nel museo. Di conseguenza, è sempre deserto». È inevitabile pensare alla vecchia (e romantica) passione tedesca e inglese per gli ossari e le tombe, fonte di ispirazione per molti poeti ottocenteschi, da Thomas Gray a Novalis. In Italia fu Ugo Foscolo a dare lustro al tema, con la poesia Dei sepolcri, scritta proprio in occasione di quell’editto (Saint Cloud) che, vietando la sepoltura all’interno delle mura cittadine, diede il via al progetto per lo stesso cimitero Monumentale di Milano. Per il resto, forse un po’ per mentalità, forse un po’ per superstizione, le visite ai cimiteri le lasciamo alle vedove e alla festa dei Morti il 2 novembre.

 L’ITALIA NEL MONUMENTALE – Eppure, non è solo la storia di Milano a essere custodita nel Monumentale, ma anche una parte rilevante della storia d’Italia. Basti pensare al Famedio, il pantheon “degli uomini illustri”, dove sono sepolti Alessandro Manzoni, Carlo Cattaneo e Salvatore Quasimodo. Qui, sono ricordati per i loro meriti anche coloro che della città sono stati ospiti solo per poco, come Camillo Benso di Cavour o Giuseppe Garibaldi. Passeggiando tra le tombe, è anche possibile ripercorrere le principali tappe della storia dell’arte, passando dal romanticismo all’eclettismo, dal simbolismo del monumento funebre di Arturo Toscanini all’astrattismo della scultura tombale di Lucio Fontana, fino alla magniloquenza modernista del monumento dellafamiglia Campari: un’imponente Ultima Cena. Le soddisfazioni, però, non si ricavano solo dai grandi nomi. «Ogni angolo è una scoperta», racconta il signor Andreino, 79 anni, per mano alla consorte, che viene ogni tanto al Monumentale «per rilassarsi». «A volte si trovano opere incredibili», aggiunge. Come, ad esempio, una grossa pietra coperta da rampicanti da cui emerge il corpo di una donna, scolpito in maniera approssimativa in modo tale da suggerire un’unione ritrovata tra corpo e terra. «È triste che i cittadini lo snobbino». Comunque, pur con grandi folle, molto “allegro” un cimitero non potrebbe diventarlo. Di certo, nessun vociare di turisti disturba chi ormai riposa in pace.

Vittoria Vimercati  – (Articolo partecipante al Premio La Voce della Bellezza – Scuole di Giornalismo)

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