Wednesday, Dec. 19, 2018

Dopo 20 anni riapre l’ipogeo degli Scipioni

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marzo 6, 2012

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Dopo 20 anni riapre l’ipogeo degli Scipioni

Torna ad accogliere il pubblico, dopo quattro anni di interventi di restauro, uno dei sepolcri più noti di tutta Roma, l’ipogeo degli Scipioni, risalente al terzo secolo avanti Cristo.

Nell’ultimo periodo è il nome degli Scipioni ad essere sulla bocca di archeologi e storici dell’arte: una famiglia illustre, ramo della gens Cornelia, che annovera tra i suoi appartenenti esempi di virtù, celebrati in vita dal popolo romano: filosofi illustri, guerrieri memorabili e politici illuminati. Dopo venti anni di totale chiusura al pubblico ed un intervento di restauro  durato circa quattro anni, per un costo complessivo di un milione e trecentomila euro, torna a splendere una delle aree sepolcrali più suggestive di tutta Roma, l’ipogeo degli Scipioni, edificato, intorno alla fine del terzo secolo avanti Cristo, per volere del suo capostipite, il console Lucio Cornelio Scipione Barbato. Costruita a poca distanza dalla via Appia, vicina a porta San Sebastiano, la struttura funeraria, riccamente decorata, destinata ad ospitare le spoglie di una famiglia che segnò costantemente le sorti della Roma Repubblicana fino alla metà del primo secolo dopo Cristo, è ora visitabile nella sua interezza. L’edificio, scavato nel tufo,  ha una pianta pressoché  quadrata e consta di ben sei gallerie: quattro che ne delineano il perimetro più due che lo attraversano da un lato a l’altro, formando una struttura a croce. Sulle pareti, le nicchie atte a custodire i sarcofagi, alcuni costruiti direttamente sul posto con lastre di tufo. L’intero sepolcro, in vista della sua riapertura, propone una veste assai diversa rispetto a quella degli anni novanta del secolo scorso. Oltre ad un rinnovato servizio di accoglienza ed un impianto luci, mai invasivo, capace di far cogliere al pubblico la più piccola sfumatura cromatica sulle pareti affrescate, il percorso è ricco di pannelli didattici, una sorta di punteggiatura voluta caldamente dalla Sovraintendenza ai Beni culturali. L’area, per la sua delicatezza, non può consentire un accesso indiscriminato: è possibile, oltre che necessario, prenotarsi e chiedere informazioni telefonando allo 060608.

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