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Vittoriano, Alberto Sordi e la sua storia d’amore con Roma

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febbraio 28, 2013

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Vittoriano, Alberto Sordi e la sua storia d’amore con Roma

Quell’andatura saltellante a braccia tese rimarrà per sempre nella fantasia di tutto il popolo italiano; Alberto Sordi sapeva incantare il pubblico anche con gesti semplici, apparentemente immediati. Fiumi di battute cedevano il passo ad un’unica smorfia o ad un gesto, taglienti, però, come una lama, che penetra in profondità e scava, smascherando vizi, tic e difetti di tante generazioni, mostrando che un codardo può diventare un eroe e che una sconfitta può rivelarsi più preziosa di un trionfo.

Con Sordi, intorno agli anni sessanta, grazie a capolavori come “Tutti a casa”, “Una vita difficile” e “Il boom”, il cinema popolare prende definitivamente le distanze da quella claustrofobica ed insinuante etichetta di  prodotto di evasione , facendo perdere l’equilibrio alle certezze su cui riposava il cosiddetto cinema d’autore.

Sono trascorsi dieci anni dalla sua morte, da quando 250.000 romani inondarono piazza San Giovanni per salutarlo un’ultima volta; oggi la capitale rende omaggio all’artista con una mostra da non perdere: cuore dell’evento è la vita privata di Sordi,  il suo quotidiano.Alberto Sordi a Roma

Promossa da Roma Capitale e curata da Gloria Satta, Vincenzo Mollica, Alessandro Nicosia e Tiziana  Appetito, la mostra “Alberto Sordi e la sua Roma”, di scena al Vittoriano, propone un allestimento denso di ricordi, di oggetti provenienti dalla sua villa situata  all’inizio della Via Appia Antica, come la sua macchina da scrivere, il suo pianoforte, il salvadanaio donatogli come cittadino onorario di Kansas City, e poi album fotografici, costumi di scena, bozzetti, premi, copioni annotati, materiali custoditi anche all’interno dell’abitazione di Via Emilia, dove Sordi preferiva studiare la parte, ricevere i giornalisti e firmare i contratti.

Scene tratte dai suoi film incorniciano per intero il percorso espositivo, frutto della straordinaria disponibilità dimostrata dalla sorella di Alberto, Aurelia; un viaggio lungo quasi 200 personaggi: fino al 31 marzo Alberto Sordi torna a trovarci per raccontare una storia d’amore, quel legame intimo e indistruttibile che la città eterna ha stretto con lui da sempre e per sempre.

 Andrea Mazzuca

 

 

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