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Un patrimonio restituito agli Italiani: la Reggia di Carditello

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febbraio 5, 2014

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Un patrimonio restituito agli Italiani: la Reggia di Carditello

Reggia-di-Carditello 2Ci sono voluti diversi anni e un ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo molto determinato (Massimo Bray) per restituire agli Italiani uno dei simboli del periodo borbonico: la Reggia di Carditello a San Tammaro, nei pressi di Caserta, per troppo tempo abbandonata al degrado.

Progettata da Francesco Collecini, amico e collega di Luigi Vanvitelli, la residenza di caccia di Carlo III di Borbone è stata poi trasformata in villa delle delizie da Ferdinando IV per la coltivazione del grano e l’allevamento di cavalli e bovini; una tenuta che vanta di 2070 ettari bagnati dalle acque dei Regi Lagni.  “Carditello è chiusa da troppo tempo. Cercherò una soluzione perché torni alla sua bellezza e sia aperta a tutti”. Così su Twitter, il 26 ottobre scorso, il ministro Massimo Bray dopo aver visitato il sito borbonico in relazione al quale le  speranze di ristrutturazione sembravano ormai perdute.

Il 9 gennaio 2014, grazie al finanziamento di 50 mila euro offerto dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) e da Intesa Sanpaolo, sono stati avviati gli interventi di recupero dell’agricoltura e degli allevamenti della Versailles agreste dei Borbone. Promessa mantenuta dal ministro Bray che auspica anche una ripresa economica del Paese attraverso il turismo valorizzando le ricchezze italiane custodite su tutto il territorio nazionale e di cui, in parte, risulta ancora poco nota al grande pubblico come lo era la Reale Delizia borbonica: un complesso architettonico che figura tra le bellezze artistiche più importanti del Settecento; un patrimonio storico-culturale che fino a non molto tempo fa era abbandonato in evidente stato di degrado, nel mirino di vandali e nelle mani della camorra. Quest’ultima rappresenta per lo Stato l’ostacolo più difficile da conquistare poiché il complesso neoclassico sorge a ridosso della Terra dei Fuochi.

L’11 gennaio, in occasione degli accordi di ristrutturazione del sito borbonico, nella Reale Delizia si è tenuta una “festa storica” a cui hanno partecipato non solo il Ministro per i Beni Culturali, ma anche alcune associazioni, istituzioni e molti cittadini in vista del futuro sia del sito e sia per ricordare Tommaso Cestrone, il volontario della Protezione Civile scomparso la notte di Natale 2013 a causa di un infarto. Cestrone aveva sollecitato più volte le istituzioni per un aiuto concreto per la Reggia e per circa tre anni, da solo, nonostante le minacce e gli atti intimidatori subìti da parte della camorra, si è preso cura del sito borbonico fino alla fine dei suoi giorni. Oggi, in particolare da chi lo conosceva bene, viene ricordato come l’Angelo di Carditello. In un tweet postumo, il ministro Bray si è dichiarato “soddisfatto di aver mantenuto la promessa fatta a Tommaso”.

Valorizzare la Reggia di Carditello significa operare per il riscatto della Campania e mettere in una luce nuova a quella zona del Casertano oggi definita Terra dei Fuochi e da dove, invece, bisogna ripartire per dare una nuova spinta al turismo nazionale.

 Fabio Pariante

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