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Pinturicchio-Del Piero, l’Australia e il dovere della bellezza

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settembre 16, 2012

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Pinturicchio-Del Piero, l’Australia e il dovere della bellezza

Insensibile al “dovere della bellezza” Alessandro Del Piero, 37 anni, se ne è andato in Australia, a Sydney, insieme alla moglie Sonia e ai tre figli. Accoglienza trionfale all’aeroporto della metropoli australiana,  dove l’ex capitano della Juventus è stato accolto da 500 tifosi festanti, che gli hanno dedicato molti striscioni inneggiando al Re del calcio. “Non sono qui per finire la mia carriera, ma per iniziarne una nuova – ha detto Del Piero al sua arrivo, nella notte italiana – Sono qui per vincere il titolo con il Sydney FC”.

Al “dovere della bellezza”,  all’obbligo morale di offrire le sue pennellate calcistiche agli occhi del pubblico europeo, il nostro novello Pinturicchio (come lo aveva soprannominato l’avvocato Agnelli) era stato richiamato da un memorabile commento di Maurizio Crosetti su La Repubblica di sabato primo settembre (pag.57), intitolato ”Caro Del Piero, una stella non va a Sydney”. “Pensare ad Alessandro Del Piero in remoti universi, anche felici, di pura scoperta, non è – scriveva Crosetti – come saperlo ancora nel gioco, là dove s’insegue la misteriosa scintilla del genio”. Perché, secondo il giornalista, “il gioco non è uguale ovunque. Non è un esercizio qualunque”.

E giù una serie di considerazioni  sul campionato svizzero e australiano (“il calcio, e Ale lo sa, è un’altra cosa) e perorazioni al campione (Capitano, mio capitano tu meriti di più”). Fino al capoverso finale, un vero e proprio appello a ripensarci: “Ci sono campioni più grandi delle piazze, delle curve, delle maglie. Hanno un dono dedicato ad ognuno: è una fortuna, è un peso, ma anche un po’ un dovere. Ecco, il dovere della bellezza… Alessandro Del Piero appartiene ai nostri occhi e da lì non deve uscire”.

E invece Pinturicchio è uscito. Vedremo ancora in tv le sue prodezze, certo. Il mondo ormai è un villaggio globale. Ma non sarà la stessa cosa. Pur “australiano”, Del Piero resterà un ambasciatore non solo del bel calcio italiano, ma anche della correttezza e della lealtà sportiva. Alla vigilia del viaggio verso Sydney, “Pinturicchio”  ha tenuto fede  a un suo impegno a Parigi, alla Sorbona, per il programma “Save the Dream“, un progetto mondiale di comunicazione di cui è il “capitano” e che mira a esaltare i valori e l’integrità dello sport. (l.p.)

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