Thursday, Dec. 3, 2020

Piero della Francesca e il “mito” della prospettiva

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Febbraio 8, 2016

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Piero della Francesca e il “mito” della prospettiva

piero della francesca (2)Circa seicento anni. Tanto è il tempo passato dalla nascita di uno degli artisti più importanti del Rinascimento italiano: Piero della Francesca. Per celebrarlo, la città di Forlì ha voluto dedicargli una retrospettiva dal titolo: “Piero della Francesca. Indagine di un mito”. Organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e dal comune della città, la mostra sarà aperta dal 13 febbraio al 26 giugno presso i suggestivi spazi dei Musei San Domenico e raccoglierà un corpus unico di opere. Peculiarità dell’esposizione, infatti, è quello di indagare il mito del maestro della prospettiva nelle sue sfaccettature, da quella artistica a quella religiosa e filosofica, documentando la sua influenza nei secoli, attraverso un confronto costante con le opere di altri maestri. 

Si parte così dall’accostamento con alcuni dei suoi contemporanei come Beato Angelico, Paolo Uccello o Andrea del Castagno, piero della francesca (1)passando per le influenze sulle generazioni successive come nel caso di Giovanni Bellini, Antonello da Messina o Antoniazzo Romano. Fulcro della mostra, tuttavia, sarà quello dedicato alla riscoperta ottocentesca. Dopo secoli di oblio, infatti, Piero della Francesca fu oggetto di un lento recupero che gettò le basi per un gusto cinematografico, letterario ed artistico di cui si alimenterà il Novecento. In questo senso, sarà possibile ammirare e confrontare le opere del pittore con quelle di artisti italiani del calibro di Carrà, De Chirico, Casorati, Morandi o Sironi. E con quelle di artisti stranieri come Le Corbusier, Balthus o Edward Hopper La mostra, inoltre, darà conto allo spettatore della nascita moderna del mito di Piero, attraverso gli scritti di Berenson e Longhi, che hanno ne hanno consegnato l’eredità al mondo contemporaneo.

piero della francesca (4)A corollario della mostra, inoltre, la Fondazione Forlì ha realizzato dei percorsi tesi ad incentivare il turismo culturale nella città romagnola, suggerendo i principali luoghi d’interesse una volta visitata la mostra. È questo il caso di Palazzo Romagnoli, sede delle Collezioni civiche del Novecento. L’Abbazia di San Mercuriale, il Duomo cittadino e la Chiesa della Santissima Trinità, sede del Monumento funebre a Domenico Manzoni del Canova. La Chiesa di Santa Maria dei Servi o la Rocca Rivaldina.

Lorenzo Fusco

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