Musiche e tesori del Duomo di Milano
Fino al 30 ottobre il Duomo di Milano ospiterà ogni giovedì e sabato concerti e composizioni melodiche in onore della Festa ad esso dedicata. La terza domenica di ottobre del 453 il vescovo Eusebio consacrò infatti il Duomo di Milano e per questo anniversario, la Veneranda Fabbrica ha deciso di dedicare la commemorazione alla grande musica, che è da sempre protagonista nella storia della cattedrale milanese. È proprio al capoluogo lombardo che vengono fatti risalire le prime testimonianze di musica cristiana occidentale, alle quali S. Ambrogio aggiunse nuove forme canore. Tra queste vi sono i salmi cantati, i cori alternati, il canto antifonato – in cui i versetti si alternano con l’antifona, una breve frase musicale- e gli inni, dalla metrica semplice e con una melodia facile da ricordare. Data l’importanza del coro, sempre nel 1402 venne nominato il primo maestro di canto: Matteo da Perugia, che diresse un coro inizialmente formato da pochi elementi e che insegnò musica in una scuola pubblica aperta a tutti. Ad egli seguirono maestose personalità come Josquin des Près, Johann Christian e Raimondo Boucheron.
La storica Cappella Musicale del Duomo –nata nel 1402- ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale non solo nei riti religiosi, ma anche nella formazione dei talenti canori. La “Schola Puerorum”, basata su criteri severi, seleziona e accresce ancora oggi soprani e contralti designati alle esecuzioni in Duomo.
Tra le proposte del programma 2014 vi è l’oratorio “Sedecia, re di Gerusalemme”, opera del 1705 di Alessandro Scarlatti riguardante l’Antico Testamento in cui i sopranisti ricoprono un ruolo cruciale.
Ogni sabato la Veneranda Fabbrica -in collaborazione con l’Associazione Amici della Cappella Musicale del Duomo- organizzerà delle visite guidate nei luoghi più segreti della Cattedrale solitamente non accessibili al pubblico a cui seguirà un concerto in Cappella Feriale.
Un incontro tra arte ed insegnamento che continua a riempire le pagine della vocazione musicale milanese che, col suo linguaggio, riempie ed esalta ancora le storiche mura.
Giulia Coia
www.duomomilano.it
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