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Il notaio, l’architetto e il miracolo del centro di Favara

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aprile 13, 2013

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Il notaio, l’architetto e il miracolo del centro di Favara

Andrea Bartoli, notaio di Agrigento, non è un notaio come gli altri. Basandosi innanzitutto sulle sue forze e investendo del suo ha puntato tutto  su un grande progetto di riqualificazione  del bellissimo centro storico di Favara, nella sua Sicilia. Guidato da un modello di vita  molto americano della vita, ma anche da una fortissima passione per l’arte, Bartoli ha creato a Favara un distretto culturale e turistico contemporaneo di tutto rispetto e di grande appeal. I luoghi d’ispirazione per Bartoli sono stati il Palais de Tokio di Parigi, che ospita creazioni contemporanee e attività di intrattenimento; Place Jemee el fna, principale piazza del Marocco che riempie Marrakech di colore ventiquattro ore su ventiquattro; il mercato di Candem Town dove è possibile comprare oggetti di qualsiasi tipo e gustare la cucina di ogni parte del mondo. Sono quindi Arte cangiante e multietnicità  le parole chiave del Farm Cultural Park.

Andrea Bartoli ha voluto rispondere ‘’Yes we can’’ al torpore di Sud statico e spesso lamentoso della sua situazione. Con uno sprazzo di colore ha dimostrato che volere è potere. E non solo. Ha dimostrato che non servono fondi pubblici per realizzare opere di riqualificazione: sono infatti stati all’inizio  lo stesso notaio e l’architetto Michele Vitello (40 anni) ad acquistare e recuperare le case. Non sono voluti andare via dall’Italia lamentandosi di quello che non c’era, ma ‘’lazzarianamente’’ si sono alzati ed hanno camminato. Perché far scappare cervelli e menti  acculturate, se si hanno le possibilità di mettere in pratica ciò che pensano? Perché far sopravvivere la voglia di cambiamento? Ed ecco che dal 2010 rispondono a queste domande sfornando programmazioni culturali, progetti, collaborazioni ed ingressi ad entrata libera.

Tra le mostre permanenti, è da citare quella di Terry Richardson,  fotografo americano di fama mondiale, e Samantha Casolari, anch’essa fotografa residente a NY ma italiana d’origine.

Dalla collaborazione tra Farm e il Comune di Favara è nato un altro importante progetto culturale: CCA Castello Chiaramonte Architettura. Simbolo della città, fu edificato da Federico II Chiaramonte intorno al 1280 ed è oggi sede di rappresentanza del comune. Fu qui che nel 1311 si celebrò il matrimonio tra Costanza Chiaramonte ed nobile genovese Brancaleone Doria a cui nel 1355 venne affidato il Regno di Sardegna. La struttura del Castello venne modificata dal barone Francesco Agnello agli inizi del Novecento per ricavare una  lussuosa residenza, dove, secondo alcuni studiosi, Giuseppe Tomasi di Lampedusa scrisse alcune pagine de Il gattopardo.

Durante il 2013 lo storico castello sarà ricco di esposizioni di carattere internazionale: le mostre tratte dai Contest New York Cityvision e New Concordia Island; un reportage sulla XIII Biennale di Architettura di Venezia; un workshop denominato Building with Container; una ricerca dedicata agli spazi per i bambini; la presentazione del Citrac, Centro di Architettura Trentino e tante altre iniziative dedicate all’arredo urbano e al design come la mostra Epidemic Happiness Street Design Contest e Low Cost Design Park.

Giulia Coia

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