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Card. Martini: quale bellezza salverà il mondo?

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settembre 1, 2012

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Card. Martini: quale bellezza salverà il mondo?

Il card. Carlo Maria Martini“Bisogna entrare nella notte per gustare tutta la bellezza del giorno”: Sono parole del card. Carlo Maria Martini, ‘storico’ vescovo di Milano che ieri si è spento nella sua città, a 85 anni, dopo una lunga malattia. Fu un grande biblista, un uomo di fede, ma molti ricordano soprattutto la sua umanità, l’attenzione per gli ultimi – ad esempio i detenuti – e soprattutto la volontà di instaurare e mantenere un dialogo interreligioso e anche con i non credenti. La notizia della morte di Martini ha provocato moltissime reazioni e ricordi da parte del mondo cattolico, politico, sindacale e delle associazioni. Franco Miano. Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana,  ricorda che “sapeva trovare icone e parole per dire la bellezza del Vangelo oggi e per accompagnare, in questo tempo difficile, l’uomo nella sua ricerca di Dio”, costruendo “nella sua Milano un pulpito dal quale rivolgersi a coloro che credono diversamente e a quanti non hanno ancora il dono della fede”.

Ma noi che gestiamo questo sito è alla lettera pastorale dell’ 8 settembre 1999 che siamo più legati. In occasione della festa della Natività della Beata Vergine Maria,  Martini presentò ai Decani la bellissima lettera «Quale bellezza salverà il mondo?», richiamando le parole di Solgenitsin sul “ramo della bellezza”. «Il mondo moderno, – disse lo scrittore russo in terra di Svezia – essendosela presa contro il grande albero dell’essere, ha spezzato il ramo del vero e il ramo della bontà. Solo rimane il ramo della bellezza, ed è questo ramo che ora dovrà assumere tutta la forza della linfa e del tronco». La lettera pastorale Quale Bellezza salverà il mondo
E Martini spiegò così il pensiero dello scrittore: “E’ un tentativo di interpretare la crisi del nostro tempo, dicendo che là dove verità e giustizia non sembrano più reggere, forse l’appello della bellezza può aiutare a ripensare questo insieme di verità, bontà e giustizia che appartiene appunto alla pienezza del mistero trascendente rivelato. (il testo della lettera pastorale Quale bellezza salverà il mondo? si può trovare sul sito della Diocesi di Milano.

“Vi sarete accorti – disse nell’occasione Martini –  che il cammino da me percorso per elaborarla e scriverla è stato faticoso, e però ho cercato di tenere sempre al centro il mistero da contemplare. E’ il cammino che ciascuno è invitato a ripetere, pur se non è facile può essere abbastanza configurato nelle sue tappe attraverso la schematicità della presentazione dell’icona. Non è dunque una lettera di indicazioni pratiche, ma una lettera da contemplare. E’ quindi una lettera- avvertì Martini –  da sorbire pacatamente, da centellinare quasi a poco a poco, perché molto densa.
Martini, nato a Torino nel 1927, viene consacrato sacerdote a Chieri nel 1952 nella Congregazione dei Gesuiti. Insigne teologo e studioso, è nominato Rettore della Università Gregoriana di Roma Vastissima è la sua produzione letteraria. Nel 1979 viene nominato arcivescovo di Milano, dove fa il suo solenne ingresso il 2 febbraio 1980. Nel Concistoro del 1983 viene creato Cardinale. Colpito dal Parkinson si è spento ieri, serenamente, rifiutando ogni accanimento terapeutico.

“Come un padre pieno di sollecitudine – ricorda Enzo Bianchi  in un articolo intitolato “La scrittura e la  parola” – ci parlò della morte e del morire, della risurrezione e della vita. E anche in quest’ultimo incontro  rispuntò fuori la bellezza: «L’anticipazione vigilante della risurrezione finale è in ogni bellezza, in ogni letizia, in ogni profondità della gioia che raggiunge anche il corpo e le cose».

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