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Canova e il segno della gloria, 79 disegni a Palazzo Braschi

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marzo 5, 2013

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Canova e il segno della gloria, 79 disegni a Palazzo Braschi

Nel cuore della capitale, a Palazzo Braschi, residenza della famiglia di papa Pio VI tra il 1775 e il 1779, è di scena, fino al 7 aprile,  la mostra “Canova. I disegni esposti nella mostra sono 79, selezionati tra i 1800 circa che costituiscono la più grande raccolta al mondo di disegni di un artista, donata a metà Ottocento al Museo Civico di Bassano da Giambattista Sartori Canova, fratellastro dell’artista ed erede universale.

A Palazzo Braschi oltre ai disegni, sarà possibile ammirare anche 15 acqueforti delle opere realizzate, 6 modelli originali in gesso, 4 tempere, un dipinto a olio, due terrecotte e due marmi, tutte opere che completano e illustrano il passaggio dalla fase ideativa alla realizzazione dell’opera. Previste anche visite didattiche per le scuole con prenotazione obbligatoria.

I percorsi di lettura dell’opera del Canova

L’intera esposizione è imperniata sul ruolo di Antonio Canova come primo artista della modernità. La prima sezione si compone dei fogli che narrano la varietà del suo segno e dei metodi di progettazione. L’esposizione individua due principali percorsi di lettura dell’opera dell’artista: il rapporto con la scultura antica delle collezioni romane e con i personaggi storici e della cultura del suo tempo. Da ammirare in particolare i disegni per i monumenti e le sculture di Clemente XIV, Napoleone Bonaparte, Maria Luisa d’Asburgo, Maria Cristina d’Austria, Carlo III e Ferdinando I di Borbone, George Washington, Vittorio Alfieri, Orazio Nelson, e Paolina Borghese Bonaparte e opere commissionate da Giorgio IV re d’Inghilterra e Joséphine de Beauharnais Bonaparte.

Il disegno assume la forma di “pensiero” dell’opera realizzata ma anche di “ricordo” delle esperienze di vita, di studio e di lavoro, e grazie alla mostra si trasforma in strumento per comprendere la complessità della personalità e dell’opera di questo grande scultore veneto, che si formò nelle terre della sua nascita per affermarsi nella culla della scultura classica e barocca, a Roma, in un periodo storico di grandi cambiamenti che introduce all’Età moderna.

In questo video una visita guidata alla mostra.

Giorgio Marota

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