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“Cacce Principesche”, a Tivoli l’antica arte venatoria

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agosto 1, 2013

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“Cacce Principesche”, a Tivoli l’antica arte venatoria

Villa d’Este, a Tivoli, è un esemplare e storico palazzo simbolo dell’arte venatoria: il cardinale Ippolito d’Este trasformò la dimora e i giardini nella magnifica forma attuale, decorata con temi venatori già nei primi decenni del Seicento dalla scuola di Antonio Tempesta, circondata da parchi e da boschi che furono, sin dall’inizio del Cinquecento, palcoscenici di leggendarie cacce degli Estensi e dell’aristocrazia papale.

Non poteva, dunque, esser scelta una location più adatta per la mostra “Cacce principesche. L’arte venatoria nella prima età moderna”, che fino al 20 ottobre 2013 contribuirà a rendere la Villa e i suoi giardini ancora più affascinanti.

Sin dal Medioevo, infatti, la caccia oltre ad essere manifestazione di potere ed eleganza, fu uno dei più importanti momenti di aggregazione sociale: la caccia principesca doveva esaltare la grandezza del padrone di casa e dei suoi ospiti (dame incluse), e diventava spesso un mezzo per risolvere questioni politiche e diplomatiche.

Promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo, la mostra raccoglie oltre sessanta opere rare e spesso inedite tra sculture, dipinti, utensili, stampe e persino una preziosa selezione di armi antiche, prestate dal Museo Stibbert di Firenze.

Le opere esposte, provenienti da musei pubblici come Palazzo Corsini, Palazzo Venezia, Galleria Colonna e Musei Capitolini, e da importanti collezioni private, raccontano la storia della pratica venatoria attraverso le vedute di Jan Breughel il vecchio, Hendrick van Balen e Paul Brill, le nature morte di Jacopo da Empoli e Pieter Boel, i ritratti di nobili cacciatori e la pittura naturalistica di Antonio Tempesta, Jan Fyt, Frans Snyders e Michelangelo Cerquozzi.

«Tivoli – spiega il prof. Francesco Salinas, curatore della mostra – è un luogo storicamente deputato e quasi mitico della caccia, teatro di leggendarie battute sin dai tempi dell’imperatore Adriano».

Una completa immersione in questa antica e nobile pratica, un viaggio negli usi e nei costumi legati alla caccia e a chi ne faceva uno stile di vita, il tutto incorniciato da un luogo che, nella sua anima artistica, rappresenta al meglio la mostra che va ad ospitare.

Clara Cosenza

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