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 L’amatriciana per ricostruire uno dei borghi più belli d’Italia

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novembre 22, 2016

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 L’amatriciana per ricostruire uno dei borghi più belli d’Italia

 

amatriciama1amatrice-prima-del-sismaSi moltiplicano, in tutta Italia, le iniziative per ridare vita ai piccoli paesi devastati dal sisma, paesi che uniscono la bellezza dei luoghi alla ricchezza delle tradizioni. E sono proprio queste su cui si sta facendo leva per raccogliere fondi e stimolare curiosità, interesse e partecipazione.  Molte partono proprio dal piatto della tradizione di Amatrice, la pasta all’amatriciana, per raccogliere fondi.

La più importante, per gli ambiziosi obiettivi che si prefigge è quella lanciata il 21 novembre scorso con una conferenza stampa a Roma: raccogliere entro febbraio 2017 circa due milioni di euro, coinvolgere 200 distributori di bevande e 3.000 ristoratori. L’iniziativa si chiama “AmatriciAma” ed è stata promossa da Italgrob (la Federazione Italiana dei Grossisti e dei Distributori di Bevande) e Adhor   (l’Associazione le Donne dell’Ho.re.ca.) ed è patrocinata dalla Provincia di Rieti e dallo stesso Comune di Amatrice. (qui sotto, a sinistra, un momento della conferenza stampa, con il Presidente della provincia di Rieti)amatriciama-conf-stampa

Ma in precedenza, a ottobre, era partito il “kit amatriciana solidale“, un pacchetto speciale ideato dalla Cia-Agricoltori italiani per la raccolta di fondi a sostegno delle aziende agricole colpite dal sisma del Centro Italia e che ha visto il sostegno di aziende alimentari importanti – dalla De Rica alla Fiorucci – e di organizzazioni solidali come Cittadinanzattiva, Actionaid, Libera, Earth Day Italia.

Infine, il 22 novembre, alla presenza del sindaco di Bergamo Giorgio Gori, di Rocco Pozzulo presidente della FIC-Federazione Italiana Cuochi e di Fabrizio Camer, dirigente della Federazione Italiana Cuochi, è stato fatto il bilancio di #amatricianasolidale e di #BergamoxAmatrice, due iniziative a sostegno delle popolazioni vittime del terremoto che ha visto coinvolti 500 volontari, con  oltre 172mila euro i fondi raccolti che serviranno ad acquistare un pulmino a 9 posti,  15 moduli abitativi per le persone e cinque container per gli animali.giorgio-gori bergamo-cuochi-2

A Bergamo tutto è stato frutto di donazioni e di prestiti gratuiti che aziende, enti e organizzazioni della città orobica: dai tavoli alle panche, dalle cucine al cibo, dalle bevande alle casse, dall’assicurazione ai servizi igienici, fino alle pentole. Oltre 18mila le persone coinvolte sul Sentierone: l’amatriciana in piazza ha raccolto oltre 11mila prenotazioni, più del doppio rispetto alle 5mila fissate come obiettivo dall’amministrazione comunale in fase di lancio dell’iniziativa. (qui sotto il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori,  con Fabrizio Camer e Rocco Pozzulo, alla conferenza stampa e a sinistra la padellona dell’amatriciana con le firme dei cuochi e la cifra fino ad allora raccolta).i-fondi-raccolti camer-gori

sergio-pirozzi-paola-giacchero-luigino-lorenzoniA Roma, invece, al lancio di “AmatriciAma” c’era l’ormai mitico sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, che ha ringraziato gli organizzatori del progetto: “Persone – ha detto – che si sono messe in moto per contribuire alla ricostruzione di quello che era uno dei borghi più belli d’Italia”. AmatriciAma è un progetto ampiamente coinvolgente nel quale i distributori ed i loro consorzi coinvolgono i ristoratori nel proporre ai loro clienti di fare una donazione di 5 euro, ordinando un piatto di pasta all’amatriciana. Il ristoratore rilascia una ricevuta e fornisce tutto il materiale informativo ricevuto dai distributori per far espandere l’iniziativa a macchia d’olio. Tutti i ristoranti aderenti sono promossi sul sito www.amatriciama.it, dove si trovano tutte le informazioni che riguardano il progetto. (nella foto: Sergio Pirozzi, Paola Giacchero, Luigino Lorenzoni prima della conferenza stampa del 21 novembre al ristorante Il Fungo a Roma)

Tre esempi dai quali viene sostanzialmente un’indicazione comune, anche per il futuro: “puntare sul territorio e sul valore dei piccoli comuni”. E’  questo  il suggerimento di Lucio d’Ubaldo,  segretario generale di Federsanità ANCI e direttore de “Il Giornale dei comuni”. “Bisogna aiutare le persone nei propri territori e valorizzarli perché sono la storia del nostro Paese, fonte di arte, ricchezza e cultura e iniziative come queste – che vogliono aiutare Amatrice promuovendone il piatto tipico – sposano l’idea di mettere in luce ciò che ci rende orgogliosi e famosi nel mondo per contribuire alla ripartenza”.

 Natalia Sacchi

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