Wednesday, Jul. 18, 2018

Quirinale “aperto”: caro Presidente, si può fare di più

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febbraio 27, 2015

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Quirinale “aperto”: caro Presidente, si può fare di più

image1Il Presidente della  Repubblica Sergio  Mattarella  ha deciso  che il  Quirinale – luogo rappresentativo del più alto livello istituzionale, nonché sua dimora – sia più  accogliente e aperto ai cittadini. Nelle intenzioni del Capo dello Stato c’è l’apertura di nuovi spazi che saranno ricavati per le esposizioni: “Ho chiesto che gli uffici si ritirino da una  parte del palazzo per lasciarne una più ampia alle visite – ha spiegato Mattarella- e un gruppo di lavoro sta già  studiando le modalità operative di questa mia decisione”. Una scelta rivolta prima di tutto agli italiani affinché si identifichino con la più alta carica della nostra Repubblica e con i quattrocento anni di storia del palazzo che dal 1946 lo Stato ha cercato di salvaguardare in ogni modo. Dalla nascita della Repubblica, infatti, le strutture architettoniche del complesso e gli arredi interni sono rimasti essenzialmente inalterati: i criteri adottati dalla Presidenza sono sempre stati quelli conservativi e di ristrutturazione.

Tra le meraviglie che Mattarella aprirà alle visite del pubblico ci sono la Sala degli Arazzi, in cui è stata inaugurata la mostra “Il Principe dei sogni” sugli arazzi medicei; le sale di rappresentanza; l’Antiquarium dei Giardini del Quirinale, uno dei beni restaurati durante il settennato di Giorgio Napolitano; gli spazi esterni e la Collezione delle carrozze, finora chiusa al pubblico.

Ma secondo Pier Luigi Vercesi – e La Voce della Bellezza appoggia  questa posizione –  ancora tutto questo non basta. Il direttore di Sette (il settimane del Corriere della Sera), riprende questa settimana una sua proposta avanzata nel settembre dello scorso anno: trasformare il Quirinale in un museo, casa di tutti gli italiani. Qualcosa di unico al mondo. Vi lavorarono maestri come Pietro da Cortona, Carlo Maderno, Giovanni Paolo Pannini, Guido Reni ed è uno scrigno di storia e di tesori, ai quali si potrebbero aggiungere i tanti ancora nei magazzini dei musei in cerca di una destinazione stabile e adeguata.  “Potremmo mostrare il lato migliore del Paese. Riusciremmo ad affermare che l’umanità non progredisce solo con operazioni finanziarie….ma con creatività, ricerca del bello, affinamento delle conoscenze”.

Il Quirinale inoltre – sostiene Vercesi – costa molto di più della Casa Bianca e di Buckingham Palace. E’ uno dei palazzi più grandi del mondo e addirittura la più estesa residenza di un Capo di Stato. Il suggerimento – che è condiviso questa settimana da molti lettori (ma c’è anche qualche voce contraria) è quello di trovare un palazzo consono  a presidente della Repubblica (non mancano) con costi e personale ridimensionati (Sergio Mattarella sembra sensibile) e trasformare i meravigliosi spazi del Quirinale in una fondazione con la capacità  di produrre reddito da investire in un immenso parco culturale”.

“Sarebbero le fondamenta su cui ricostruire una Repubblica basata sul proprio patrimonio” scrisse Vercesi un anno fa. Ed oggi aggiunge, con piena ragione: “Potremmo guardare  con orgoglio alla nostra storia, alla nostra lingua, al nostro patrimonio artistico, alle nostre tradizioni. Con una moderna gestione manageriale. Abbiamo architetti visionari in grado di trovare le soluzioni adatte. E riusciremo, finalmente, a creare una cultura della cultura”.

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Giulia Coia

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