Wednesday, Oct. 17, 2018

Nuovo Rinascimento italiano, l’appello dell’imprenditore

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settembre 15, 2012

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Nuovo Rinascimento italiano, l’appello dell’imprenditore

“È tempo che la parte sana di questo Paese si rimbocchi le maniche e, recuperando l’eticità, lavori seriamente  per un nuovo Rinascimento italiano”: è la conclusione del lungo appello pubblicato da Gabriele Centazzo, un imprenditore friulano, presidente della Valcuncine spa. Centazzo ha comprato tre pagine sul Corriere della Sera e su Repubblica allo scopo di esporre una serie di considerazioni sull’Italia e lanciare proposte per “risollevare le sorti dell’economia e della cultura”. È un appello piuttosto denso ed articolato intitolato “Per un nuovo Rinascimento italiano: creatività, bellezza, ricerca e internazionalizzazione possono risollevare le sorti dell’economia e della cultura”. Uno scritto di forte denuncia, con molti bersagli, non ultimo il mondo della cultura: ““Non è etica – scrive Centazzo – quella parte colta e raffinata del nostro Paese, per fortuna numerosa, che, schifata dalla volgarità dominante, dal brutto imperante, si è messa in disparte per non sporcarsi le mani. Così facendo, ci ha lasciato nelle mani della volgarità, del cattivo gusto, dei furbi, di politici che hanno perso il senso della dignità, della giustizia e della bellezza e che, promuovendo il degrado senza essere intimiditi dal sentimento del pudore e della vergogna, hanno rovinato l’Italia”.

Tra i bersagli di Centazzo  anche  Confindustria, i sindacati, il lavoro nero. Ma la parte più interessante è la proposta etica e politica (nel senso più alto del termine) che arriva da questo imprenditore, creativo e visionario,   mosso a quanto sembra, da un autentico sdegno e da una commendevole volontà di dare una scossa all’Italia. Per salvare l’Italia, sostiene infatti l’imprenditore, non bastano le critiche e le disapprovazioni, ma bisogna ripartire da un sogno. Il documento completo si trova anche online sul sito http://www.rinascimento-italiano.it/

L’appello è stato subito rilanciato  da molti siti, alcuni incuriositi dall’insolita iniziativa,altri – come il nostro – che sono attenti a far emergere le realtà più interessanti di questa Italia che non si arrende e vuole rinascere.Home page  del sito Rinascimento italiano di Gabriele-Centazzo

Uno di questi è Tafter  che ha pubblicato per intero domande e risposte che caratterizzano l’inedito intervento di Centazzo. Eccole qui sotto. Alcune di queste, come si noterà, fanno parte dei capisaldi da cui è partita l’avventura della “Voce della Bellezza”.

Tafter: Come possiamo impedire che la nostra nave affondi, dal momento che, nonostante tutti i nostri sacrifici, il debito pubblico italiano è tornato inesorabilmente a salire arrivando quasi a duemila miliardi? ( “significa che la falla della nave si sta allargando” come fa giustamente notare Centazzo.

Ecco le soluzioni proposte:

Tagliare i costi della spesa pubblica: uno dei nodi fondamentali che fa notare l’imprenditore è che il taglio del 2/3% delle spese del carrozzone italiano, non sono sufficienti. Per raggiungere qualche risultato bisogna che la sforbiciata sia netta almeno del 15/20%.

Recuperare la creatività italiana, soprattutto nel campo della politica, che si sta completamente appiattendo senza più distinguersi per le peculiarità dei programmi e degli intenti, che ormai sono completamente omologati tra loro e che nascondono in realtà un totale disinteresse per le azioni concrete da attuare, in funzione di preservare anche in questo caso solo i privilegi personali acquisiti. ( soffermatevi a leggere l’episodio da lui vissuto personalmente)

Nuove generazioni: ripartire dai giovani dando spazio alla loro creatività ed iniziativa. “Non si può risolvere un problema utilizzando lo stesso pensiero di chi l’ha generato” diceva Albert Einstein.

 Tafter: Centazzo illustra quali sono le rotte da seguire, sfruttando le potenzialità del nostro paese. La prima isola in mezzo al mare cui approda la barca in avaria è quella della creatività e della bellezza: “ la creatività si sviluppa all’incrocio tra strada tecnica e quella umanistica… Gli indirizzi scolastici vanno cambiati. Le scuole non dovranno più essere solo umanistiche o solo tecniche, perché l’innovazione nasce dall’intreccio dei saperi, dalla contaminazione delle pratiche”.

Architettura: il concetto di bellezza del nostro paesaggio e patrimonio, si ricollega al tema dell’architettura e dell’edilizia nei nostri centri urbani, a cui spesso viene dedicata scarsa attenzione e soprattutto riguardo la quale non viene fornita alcuna formazione da parte dei sindaci e dei funzionari degli enti locali. “L’Italia è piena di sindaci impreparati e tutta l’Italia è a rischio… le Università di Architettura italiane dovrebbero partecipare ad un grande progetto per aiutare tutto il popolo carente in gusto e sensibilità, a ritrovare la strada della bellezza”.

Il processo di ricostruzione di una base solida per l’economia del nostro paese parte, dunque, dalla definizione delle colonne su cui fondare la crescita:

“ Dobbiamo impegnarci a costruire le due colonne portanti della creatività e della bellezza che ci daranno possibilità di lavoro nell’innovazione, nell’arte, nel design, nella personalizzazione con l’artigianalità” per fare questo “ chi ha il potere decisionale deve sporcarsi le mani, ascoltare gli artigiani che lavorano, per capire le loro reali necessità. In Italia, di solito, si decide nelle stanze asettiche dei palazzi romani e si promulgano provvedimenti cervellotici che, invece di semplificare, complicano ulteriormente le cose”.

 Tafter: Sopra le solide colonne della creatività e della bellezza si poseranno i pilastri centrali del nostro made in Italy : come già detto l’artigianato, l’arte, l’agricoltura biologica, l’innovazione, il turismo, la genuinità, l’artigianalità, il design. Per rendere solide queste fondamenta su cui ricostruire il nostro paese, Certazzo elenca anche i punti cardine da seguire:

sviluppare l’internazionalizzazione delle PMI

promozione da parte dello stato di un’agenzia per la difesa dei brevetti, del design, della tipicità del cibo italiano

far ripartire la ricerca, eliminando il sistema elefantiaco dell’università italiana che agevola solo i professori “baroni” .  (b.c.)

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La Voce della Bellezza

(1) Reader Comment

  1. Oliviero Olivieri
    settembre 16, 2012 at 10:05 am

    Ho apprezzato molto l'articolo. Condivido concetti e proposte fatte. Complimeti vivissimi. Ma adesso che si fa ?? Oltre alla rotta occorre un comandante ed uno stato maggiore. Io potrei arruolarmi volontario ma ho 87 anni e mi scarterebbero alla visita medica..... cordialità.

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