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La scultura di Giacometti in mostra a Roma

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dicembre 31, 2014

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La scultura di Giacometti in mostra a Roma

giacometti_homme_qui_marcheDal 5 febbraio al 25 maggio 2014 la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma presenta all’interno delle sale della Galleria Borghese, la mostra “Giacometti. La Scultura“.

La scelta di organizzare l’esposizione a Villa Pinciana non è casuale: questo luogo appartiene alla scultura, vista la presenza della collezione di sommi esempi dell’epoca greca e romana, del Rinascimento, del Barocco e del Neoclassicismo.
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la mostra è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, curata da Anna Coliva e da Christian Klemm, illustre studioso dell’opera di Giacometti e realizzatore delle monografie più importanti del Maestro.
Sull’impronta della filosofia dell’artista, la mostra racconta della tragicità della scultura moderna a confronto con la classicità del passato. Un occasione dunque per raccontarlo – l’hanno definito visionario, onirico e surrealista, fautore di un segno indelebile nell’arte – ma soprattutto far entrare in dialogo la sua opera con i capolavori della Galleria: le forme sinuose e bianche della Femme couchée qui rêve (1929) in cui si scorgono quelle della Paolina di Canova (1805/1808), il cui volto è riflesso, sull’altro lato, nella Tête qui regarde (1928); il passo pesante dell’Homme qui marche (1947), in cui risuona l’eco di quello affaticato di Enea sotto il peso di Anchise (1619); la Femme qui marche (1932/1936), nera e misteriosa come le sfingi di basalto della Sala egizia; l’equilibrio instabile dell’ Homme qui chavire (1950), fuori asse e pronto a perdere l’equilibrio come il David di Bernini (1623/1624).
Tra le 40 opere esposte, bronzi, gessi e disegni innescano nel contesto della Galleria l’energia bruciante dell’arte di Giacometti, che indaga la profondità vitale dei soggetti, scavandone l’anima fino a portare alla luce la figura umana: questo è il messaggio di modernità trasmesso. Il visitatore percepisce così una sorta di cornice attorno alle sculture, che -come ogni dettaglio- definisce ancor di più il significato di ogni scelta artistica.
 g.c.

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