Wednesday, Oct. 17, 2018

In pigiama a Palazzo Ducale

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novembre 2, 2016

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In pigiama a Palazzo Ducale

notte-al-museo-grafiche41È la prima volta che un museo italiano sperimenta l’iniziativa: chi aveva mai visto dei bambini dormire in un museo? L’idea, comunque, è stata successo. La prima notte passata con pigiama e sacco a pelo all’interno delle preziose sale del Palazzo Ducale di Venezia ha entusiasmato i partecipanti all’evento. Venticinque persone, bambini tra gli otto e i dodici anni con i loro genitori, che, torce alla mano e calzini antiscivolo ai piedi, hanno visitato il museo ascoltando, nel buio della notte, le spiegazioni delle guide, prima di sdraiarsi a terra, sui loro materassini, per dormire nelle sale che centinaia di anni di storie hanno da raccontare. Che cosa avranno sognato?

san_marco_backside_veniceIl progetto è ideato dal Dipartimento educativo dei musei civici veneziani diretto da Monica Da Cortà Fumei. Un’iniziativa che mira ad avvicinare il pubblico dei più piccoli, fine ultimo ma anche mezzo di attrazione per gli adulti. Il tutto nell’ambito di una politica di apertura del museo che rompe gli schemi dell’ordinaria fruizione dell’arte a favore di una programmazione più “sregolata”. La notte al museo è l’ultima frontiera di un consumo culturale atipico. Il Palazzo Ducale aveva già aderito alle aperture notturne, fino alle 23.00, promosse dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali con l’intento di ampliare il numero dei visitatori.

immagine1Certo, il 15 ottobre scorso siamo andati ben oltre. E qualcuno ha storto anche il naso. L’obiettivo, tuttavia, è dei più onorevoli: instillare nell’animo dei nostri bambini l’amore per l’arte, la storia, la bellezza, che sono l’essenza e la peculiarità del Bel Paese. E, allora, ben vengano le coraggiose iniziative che permettono un’esperienza emotivamente travolgente, di quelle che appassionano e lasciano indelebili ricordi. Vivere l’arte, da dentro, nel quotidiano, per amarla e sentirla propria. Del resto, a insegnare ai giovani il rispetto per i nostri beni artistici e culturali è il loro reverenziale timore? Non sarà, piuttosto, l’affezione per il bello, quando questo è vissuto e sentito come qualcosa che ci appartiene?

Indipendentemente dagli esiti sul lungo periodo, dalle polemiche e dai giudizi, l’iniziativa, che ha visto subito un “sold out”, è stata un tale successo che gli organizzatori valuteranno una seconda sessione. Che sia di ispirazione per qualche altro originale evento…

Camilla Cipolla

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