Friday, Dec. 14, 2018

Tutela della Sardegna in una mozione del FAI

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dicembre 2, 2013

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Tutela della Sardegna in una mozione del FAI

Il futuro della Sardegna è scritto nelle righe della mozione del FAI presentata il 28 novembre al convegno ‘’Sardegna Domani’’. All’indomani della tragedia, il Fondo Ambiente Italiano ha infatti organizzato un incontro presso il Teatro Massimo di Cagliari a cui hanno partecipato diverse personalità importanti come Gad Lerner e Pasquale Chessa. Oggetto di discussione sono state le  cause del disastro e i piani di recupero pensati dalla Regione. Piani che il FAI denuncia come speculativi e ai quali risponde con un una proposta eco-sostenibile. ‘’Ripartire dalla Bellezza’’ è ciò che i Presidenti del Fondo hanno ripetuto durante tutto il dibattito, perché come ha spiegato Andrea Carandini ‘’i piani che permettono di resuscitare le lottizzazioni sottraggono la terra alla sua destinazione naturale e manomettono il territorio’’.

Le necessità scritte nella alluvionesardegna, e di cui il FAI si fa promotore, partono dall’idea che lo sviluppo sostenibile sia la soluzione per mettere in sicurezza il futuro di questa e di tutte le altre terre. Nel caso specifico del futuro della Sardegna, è stato chiesto il recupero dei territori attraverso la de-cementificazione delle aree eccessivamente costruite (anche in modo abusivo) e il riassetto idrogeologico del territorio tramite la manutenzione del reticolo secondario fluviale.

Secondo tale mozione, le attività imprenditoriali impegnate in progetti sostenibili dovrebbero godere di un accesso al credito facilitato e sdoganato dai lunghi tempi burocratici. In questo contesto, il dialogo e la cooperazione tra soggetti istituzionali ed enti locali è fondamentale:  la pianificazione territoriale post-alluvione, per la quale un emendamento alla legge di stabilità prevede 150 milioni di euro, deve tener conto non solo degli interessi economici, ma anche e soprattutto dell’ambiente come valore aggiunto.

La discussione ha riguardato anche la sfera turistica, sofferente di una carenza di trasporti che la limitano alla sola villeggiatura estiva. Per questo, si è proposto di  valorizzare le aree interne e le loro attrattive storiche, culturali e naturali che renderebbero possibile un turismo non solo stagionale.

‘’Fare sistema’’ all’interno di una società civile significa sicuramente ascoltare le voci di tutti i bisogni, ma di fronte a una simile strage quella della natura deve essere interpellata per prima. La soluzione sta in progetti innovativi, o quantomeno diversi da quelli che hanno rapinato fino ad oggi le terre dell’Isola.

Giulia Coia

Fonte: www.fondoambiente.it

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