Monday, Oct. 14, 2019

Il candese “Fauve” vince il Cisterna Film Festival

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Luglio 22, 2019

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Il candese “Fauve” vince il Cisterna Film Festival

La bellezza e l’intensità dei paesaggi e delle storie sono le vincitrici reali del Cisterna Film Festival che si è concluso domenica 21 luglio nella cittadina pontina che un tempo si chiamava Tres Tabernae ed era l’ultima stazione di posta prima delle paludi pontine.

Paesaggi e storie da tutto il mondo che – per come state scelte e come sono state raccontate – hanno profondamente coinvolto il pubblico che per le quattro serate del Festival ha intensamente seguito i 17 cortometraggi scelti dagli organizzatori.

La cronaca della serata ci dice che il cortometraggio canadese “Fauve”, di Jeremy Compte, è il vincitore del Festival. La proclamazione a Palazzo Caetani, da parte della giuria tecnica, di fronte a un pubblico molto partecipe che, poco prima- al termine dei conteggi dei voti delle tre serate – aveva scelto invece di premiare il bel corto francese “Nefta Football Club” di Yves Piat.

La giuria annuncia il corto vincitore: il canadese Fauve

Come migliore interprete è stata premiata Camille Le Gall, protagonista di “Laissez-moi danser” di Valérie Leroy, un bel film su un tema attuale, quello del transgender. Camille  – che ieri sera era presente a palazzo Caetani ed è salita sul palco, tra gli applausi, chiamata da Marina Cozzuto, direttrice organizzativa del Festival, e dal suo team al completo. La figura che Camille Le Gall interpreta magistralmente è quella di Myléne, 45 anni, che fa le pulizie su una nave da crociera. Le due colleghe le organizzano una festa a sorpresa per il compleanno. Sul biglietto de regalo, Myléne legge il suo vecchio nome da uomo. Chi la ricatta?

Camille Le Gall riceve il premio come migliore interprete. Sotto: tra il pubblico dell’ultima serata

Molto intenso, e con magnifiche immagini, è anche il film vincitore, “Fauve”, la storia di due ragazzi che giocano e si sfidano in una miniera deserta: l’esito è drammatico. Uno dei due scompare inghiottito dalle sabbie mobili.

Il più leggero e divertente, pur trattando il tema del commercio della droga, è quello scelto dal pubblico, Nefta Football Club. Nel sud della Tunisia, al confine con l’Algeria, due fratelli si imbattono in un mulo con le cuffie che porta un carico di droga. Il finale è sorprendente e lascia un sorriso amaro.

Il direttore artistico Cristian Scardigno, commentando i risultati del Festival, ha fatto ancora una volta  un richiamo al tema del viaggio. “Il Cisterna Film Festival, giunto al giro di boa dei 5 anni, non ha mai avuto un tema portante e probabilmente il viaggi” è quello che più gli si addice. Osservare corti provenienti da tutto il mondo è un po’ come viaggiare restando fermi davanti a uno schermo, scoprire posti nuovi, culture nuove, autori e volti lontani”.

Cristian Scardigno (ultimo a destra) insieme alla Giuria

La giuria era formata da cinque importanti personalità che lavorano per il mondo del cinema: Selene Caramazza, attrice, che ha esordito da protagonista al cinema con “Cuori Puri” di Roberto De Paolis presentato alla Quinzaine des Realisateurs del Festival di Cannes, e che ha preso parte alla nuova stagione di Montalbano; Emanuela Mascherini, attrice, scrittrice e regista, autrice del corto “Come la prima volta”, in selezione ai Nastri d’Argento e presentato ad I LOVE GAI, Giovani Autori Italiani, durante l’ultima Mostra del Cinema di Venezia; Susanna Pellis, critica cinematografica, creatrice e direttrice artistica dell’Irish Film Festa, festival romano interamente dedicato al cinema irlandese; Toni Trupia, regista e sceneggiatore, tra gli autori della sceneggiatura dei film “Vallanzasca” e “7 minuti” di Michele Placido, e regista di “Itaker – Vietato agli italiani”; Ciro De Caro, regista e sceneggiatore, autore dei film “Spaghetti Story” e “Acqua di marzo”.

L.T.

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