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Villa Adriana a Tivoli, quando la bellezza è fonte di ispirazione

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luglio 31, 2012

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Villa Adriana a Tivoli, quando la bellezza è fonte di ispirazione

“Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti (…)”. Con questi versi, composti dall’imperatore in punto di morte, si concludono le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. La scrittrice, dopo aver acquistato nel ’41, da un robivecchi di New York,  un’incisione di Piranesi raffigurante Villa Adriana, troverà l’ispirazione per riprendere a scrivere il romanzo, lasciato incompiuto sul fondo di un baule. Lo pubblicherà dieci anni dopo. E l’intitolazione “Largo Marguerite Yourcenar”, all’ingresso della villa, dal 2006, ne suggerisce la lettura prima di immergersi nella visita. Dalla metà del Cinquecento, Villa Adriana è stata fonte di ispirazione per artisti, poeti, scrittori e scultori.

Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1999, definita un “capolavoro che in modo unico riunisce le più alte forme di espressione dell’essenza culturale dell’antico Mondo Mediterraneo”, è la più importante e complessa villa a noi rimasta dell’antichità romana. Più vasta di Pompei, con oltre 120 ettaridi estensione, che arrivano a 200 se si considerano anche le zone periferiche, sorge a venti chilometri da Roma, nella cornice di Tivoli. Avvolta da una grande ansa dell’Aniene che le regala meravigliose cascate, questa località fu scelta dall’imperatore Adriano come residenza dell’otium nel 118 d.C., appena un anno dopo la sua proclamazione.

A quell’epoca Adriano aveva quarant’anni ed ereditò da Traiano un impero al massimo della sua espansione, che si estendeva dalla Gran Bretagna all’Egitto. Ci vollero vent’anni per completare la più grande delle ville imperiali romane e in questo tempo l’Adriano, imperatore, filosofo, poeta, architetto e viaggiatore vi trasferì tutta la sua cultura tardo ellenistica, includendovi teatri, biblioteche e rievocando i luoghi e le suggestioni dei suoi numerosi viaggi. Grazie all’elevato stato di conservazione, la villa regala ancora oggi uno spettacolo da togliere il fiato. Diversi edifici tra cui spiccano il Canopo, immensa vasca, ispirata all’omonima città egizia, e il Teatro Marittimo.

Nella parte non aperta al pubblico, sorge l’edificio dell’Accademia, residenza della moglie di Adriano, poco distante, a circa700 metri, dovrebbe sorgere la discarica provvisoria di Corcolle. Il consiglio comunale di Tivoli, ha, inoltre, approvato una lottizzazione di 180mila metri cubi di cemento adiacente alla Villa. Ma la cultura e la bellezza non verranno soffocate dai rifiuti e dal cemento. E’ la promessa dei cittadini di Corcolle che organizzano una manifestazioni di protesta. “Vi basta questa emozione?” è la domanda è comparsa  sulla pagina Facebook del Comitato, sotto, una foto: il Canopo imbiancato di neve quando anche la capitale fu investita da una storica nevicata.

(Giulia Prosperetti – LumsaNews)

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