Saturday, Apr. 21, 2018

Venezia, La poesia della luce

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gennaio 9, 2015

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Venezia, La poesia della luce

John-Singer-Sargent-Attracchi-di-gondole-sul-Gran-CanaleVenezia, limbo favoloso dalle atmosfere trasparenti e serene, luogo di conquista per i maestri della pittura, che ai raggi asciutti del mattino e a quelli tiepidi e rosati del pomeriggio dedicarono in passato il proprio genio, sperimentando soluzioni sempre più avvincenti per arrestare sulla tela la magia della città lagunare.

Venezia celebra se stessa e lo fa negli spazi espositivi del Museo Correr con l’aiuto della National Gallery of Art di Washington: vengono da qui le oltre 130 opere, tra dipinti e disegni preparatori, che compongono fino al 15 marzo la mostra La poesia della luce, visitabile ogni giorno dalle 10.00 alle 17.00.

È lo studio su carta ad essere il vero protagonista dell’evento. È la genesi dell’opera ad accompagnare il pubblico attraverso la complessa evoluzione della “scenografia delle vedute”, delle sue alchimie: lentamente si abbandona la centralità della scena per prospettive angolate, vedute diagonali;  le sovrapposizioni dei punti di vista producono   effetti di profondità di campo straordinari, vertiginosi, in cui l’occhio sembra non poter arrestarsi, sempre alla ricerca di dettagli quotidiani, nelle piazze, sulle imbarcazioni, tra i vicoli, sulle terrazze della Serenissima.

Una mostra simile, il cui intento è svelare al pubblico le innumerevoli possibilità della luce, non si arresta alle vedute, ma propone studi di nudo, ritratti, disegni a matita e a carboncino, insoliti  come il “Cristo deriso”, realizzato  su carta azzurra veneziana con gessi policromi da Jacopo Bassano, che apre così la sezione dedicata al Cinquecento maturo.

Tintoretto, Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Lorenzo Lotto, Tiziano, Canaletto, dal XV secolo alla fine dell’Ottocento: il visitatore rimbalza da un’opera all’altra cogliendo sala dopo sala i progressi e le sperimentazioni compiuti dai maestri della pittura;  una tecnica come il chiaroscuro, utilizzata prevalentemente per riprodurre le luci e le ombre di un corpo, viene assorbita dai vedutisti veneziani, rielaborata, per accentuare sottili giochi prospettici.

Di Gianbattista Tiepolo la mostra accoglie un numero notevole di opere, capaci di ripercorrerne tutta la carriera, dalle caricature ai paesaggi. Si possono ammirare le pitture a guazzo di Marco Ricci e Francesco Zuccarelli, i lavori di Francesco Guardi e Bernardo Bellotto, i disegni e le immagini fantastiche di Giovanni Battista Piranesi.

Venezia ed il suo mito. La mostra non può che concludersi così; sfilano le opere di pittori stranieri del XIX secolo per cui la città lagunare fu fonte d’ispirazione, un modello di riferimento per aggiungere un pizzico di magia e di coraggio in più al proprio gesto.

 Andrea Mazzuca

 

 

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