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Tradizione ed arte del presepe in mostra a Roma

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novembre 24, 2013

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A poco più di un mese dal Natale, si inaugura nella Capitale la 38° Esposizione Internazionale dei 100 presepi “Artigianato strumento di pace”. Dal 28 novembre 2013 fino al 6 gennaio 2014 la mostra rimarrà aperta tutti i giorni nelle Sale del Bramante, attigue alla Basilica di Santa Maria del Popolo. L’esposizione si svolge tradizionalmente sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con i patrocini della Conferenza Episcopale Italiana, del Pontificium Consilium de Cultura, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lazio, di Roma Capitale e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani.   Ogni anno vengono esposti 200 presepi nuovi (la denominazione “100 presepi” infatti si riferisce alle prime edizioni della mostra), provenienti da tutte le regioni italiane e da 25 paesi esteri. I materiali utilizzati sono diversi: argento, ferro battuto, legno, cartapesta, ceramica, argilla, pane, pasta, mais, cioccolato, bottoni, tappi, matite ed altri ancora. Non vi è limite all’immaginazione di un artigiano che voglia raffigurare la natività. I presepi sono divisi in categorie: presepi artistici, presepi scenografici, presepi esteri, presepi di fantasia, presepi di Enti/Associazioni/Istituti scolastici. La rassegna nasce nel 1976 per riaffermare a livello nazionale ed internazionale la bellezza dell’arte presepiale tipicamente italiana, sentita soprattutto in Sicilia, Puglia, Liguria, Napoli e Roma.  In Sicilia le aree dove si sviluppò maggiormente l’arte del presepe furono Palermo, Siracusa, Trapani e Caltagirone. A Palermo e nel siracusano fin dal ‘600 si comincia ad usare la cera prodotta dalle api per plasmare statuine di Gesù Bambino ed interi presepi. A Trapani sono il corallo, l’avorio, l’osso, la madreperla, le conchiglie, l’alabastro i materiali più utilizzati per creare i presepi nel periodo barocco e rococò. A Caltagirone, che già agli inizi del ‘700 era conosciuta come “città del presepe”, la natività veniva realizzata in terracotta, e rappresentava scene di vita contadina e pastorale. In Puglia dal XVI secolo ebbe la massima diffusione l’arte presepiale con scultura in pietra, mentre dal XIX secolo andò sempre più affermandosi la realizzazione di presepi in cartapesta, tradizione che continua ancora oggi. Il presepe ligure sin dall’epoca barocca si caratterizza per le statuine intagliate nel legno, dorate e dipinte, che nel ‘700 si trasformano in manichini di legno da abbigliare con vesti povere o sontuose a seconda del personaggio rappresentato.

Nel XIX secolo a causa del costo troppo elevato del legno e del lavoro artigiano, si decide di passare ad una produzione industriale delle statuine, realizzando stampi con cui i “figurinai” potessero creare personaggi in argilla. Una tradizione antichissima quindi, che ha visto cimentarsi artigiani e scultori di tutte le epoche e regioni italiane, e che ancora oggi vive nella tradizione e nell’innovazione.

 Laura Rubboli

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