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Sant’Oreste: fede, folklore, arte, tradizione (…e Pinocchio)

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maggio 29, 2015

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Sant’Oreste: fede, folklore, arte, tradizione (…e Pinocchio)

Sant'Oreste e PinocchioFede, folklore, arte e tradizione  animano in queste settimane la quieta bellezza di uno dei “paesi di Pinocchio”, Sant’Oreste, sul monte Soratte, a 35 km da Roma. Fu qui, infatti – come in altre località del reatino e del viterbese – che Luigi Comencini ambientò alcune scene del suo indimenticabile film e in particolare, nel quartiere di Portaladentro, quella in cui il Gatto e la Volpe  (Franco Franchi e Ciccio Ingrassia) e chiedevano la carità e quella in cui il Gatto rubò una gallina e scappò con Pinocchio (il piccolo Balestri) in braccio.

Mostra S.OresteMa non sarà il Pinocchio cinematografico, al quale comunque Sant’Oreste ha dedicato una strada, il protagonista di questa intesa settimana che attira ogni anno migliaia di turisti. La grande e antica protagonista sarà – come accade ormai da 201 anni – la Madonna di Maggio. Per questa festa il centro storico del paese è stato addobbato con sontuose infiorate ai balconi (magnifica anche quella allestita nell’altare principale della collegiata di San Lorenzo Martire), archi trionfali, palloni colorati con candele e moltissime iniziative culturali (mostre fotografiche e d’arte, concerti, sfilate in costume, ecc.). L’evento culminerà, la sera di domenica 31 maggio,  intorno alle ore 21.30, con l’appuntamento più atteso: la fiaccolata sul Monte Soratte, che incanta e stupisce ogni anno i presenti; seguirà un grande spettacolo pirotecnico. Dalle 14 ci sarà un servizio navetta gratuito, attivo fino a mezzanotte. Qui i lettori troveranno locandina e programma e qui un video a tema. Per martedì 2 giugno,  invece, sempre a Sant’Oreste (RM), in occasione della Festa della Repubblica, l’associazione culturale “Bunker Soratte” organizza dei tour guidati per scoprire, conoscere e toccare con mano la mastodontica “fortezza sotterranea” dove il feldmaresciallo Albert Kesserling, nel 1943, installò il Supremo comando del Sud e dove – negli anni successivi  della Guerra Fredda – fu allestito un bunker  antiatomico per il Presidente della Repubblica.  Nella vicina Casa delle Arti e dei Mestieri, sarà possibile visitare gratuitamente anche la mostra fotografica con immagini d’epoca (1937-1944). Sant’Oreste merita una visita anche per due ragguardevoli opere che portano il segno di Jacopo Barozzi da Vignola: la Chiesa di San Lorenzo (eretta 1558) e il Palazzo Caccia (completato nel 1598),  entrambe costruite  in base a un suo disegno.  Un rapporto con Sant’Oreste che tuttavia non fu idilliaco come testimonia una lettera del 1568  indirizzata ai signori Massari della Comunità di Sant’Oreste nella quale lamenta di essere stato pagato con “olio poco bono o tristo affatto”  e di essere stato trattato “come gofo o per meglio dire colione”.

E’ simpatico ricordare che, a tardivo risarcimento, del danno qualche anno fa fu organizzato un incontro tra i sindaci di Sant’Oreste e di Vignola con la consegna tardiva di un ottimo olio d’oliva sabino. Oggi nella Pinacoteca comunale del cinquecentesco Palazzo Caccia-Canali, vengono ospitate in continuazione mostre d’arte (il calendario è pieno fino all’anno prossimo).

In questi giorni,  fino a domenica 7 giugno, è ancora aperta la mostra d’arte “Aliud Artis”, organizzata dalla Galleria Vittoria di via Margutta e curata da  Tiziana Todi (sabato, domenica e festivi, 10-12 e 15.30-18.30). Sono esposte opere di una trentina di artisti tra i quali  Fabio Piscopo,  Claudio Spada,  Maria Teresa Protettì, Cristina D’Ambrosio, Maria Rita Gravina, Paola Grizi, Antonio Fiore, Ecto Maver,  Anna Saegesser Pavone e Fabio Santoro(nella foto un momento dell’inaugurazione con il direttore del Museo e l’organizzatrice della mostra Aliud Artis, Tiziana Todi della Galleria Vittoria, davanti al monumentale camino in travertino di Palazzo Caccia).

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Nello stesso palazzo merita una visita, al primo piano,  il Museo Naturalistico del Monte Soratte con pezzi davvero affascinanti (tra cui un’aquila reale e una straordinaria collezione di farfalle, coleotteri e conchiglie) e che hanno ormai innescato un virtuoso circuito di fruizione ambientale e culturale, a partire dalle soffitte dove sono stati allestiti i laboratori didattici del Museo. 

 

Teresa Russo

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