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San Severino Marche, porte aperte al Barocco

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marzo 25, 2016

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San Severino Marche, porte aperte al Barocco

pinacotSan Severino Marche. Vestita a festa il 19 marzo, nel Teatro Feronia, la cittadina ha festeggiato il restyling della Pinacoteca Civica Tacchi Venturi di via Salimbeni.

Da adesso un varco all’arte del Barocco è aperto e i cittadini ne ammirareranno esemplari nel piano terra del Palazzo.

Le istituzioni e i progettisti curatori hanno invitato il Prof. Antonio Paolucci, cultore delle Marche e  Direttore dei Musei Vaticani. Sensibile al richiamo di attenzioni conferite all’arte nel territorio, al suo valore civico, spirituale e identitario d’ogni comunità, ha tagliato il nastro tricolore dopo la  benedizione impartita a tutti dal parroco.

Historia magistra vitae. E di storia se ne è vista tanta, nella proménade per le sale della pinacoteca, ridipinte con colori più intensi e decisi per restituire massima luce e comfort visivo. Siamo a Palazzo Manuzzi.imm vdb 2

Costituita nel 1974 e dedicata allo studioso di storia delle religioni, la pinacoteca racchiude: opere dei fratelli Lorenzo (Nozze mistiche di S. Caterina) e Jacopo Salimbeni, di Paolo Veneziano, di Allegretto Nuzi (Madonna dell’Umiltà); frammenti di affreschi di scuola giottesca; la Pietà di Lorenzo d’Alessandro; il Polittico con Madonna e santi di Vittore Crivelli e la Madonna della Pace del Pinturicchio. Inoltre due tele del Pomarancio, il Martirio di S. Bartolomeo di artista lombardo del XVII secolo, tre Globi incisi da maestri nordici nel Seicento e un coro ligneo del 1513 eseguito dalla bottega di Domenico Indivini.

Raccoglie dunque, perlopiù, quadri di scuola locale provenienti dalla confisca dei beni ecclesiastici negli anni successivi all’Unità d’Italia, e in parte opere prestate dalla diocesi e affreschi staccati per ragioni di conservazione. In una sala è stata ricostruita un’intera cappellina con le Storie di San Giovanni Evangelista dipinte dai Salimbeni.

San Severino: crocevia di artisti e mercanti tra i più fertili e originali. A cavallo tra il verde rigoglioso Appennino Umbro Marchigiano e i panorami del Mar Adriatico.

“Insieme al progetto di ammodernamento che ha interessato la Pinacoteca – spiega l’assessore comunale allo Sviluppo Culturale, Simona Gregori – con i fondi messi a disposizione dal Comune e con quelli comunitari erogati dal Gal Sibilla, nell’ambito del Psr Marche 2007-2013 Asse 4, abbiamo anche portato a termine opere per l’abbattimento delle barriere architettoniche al piano terra della struttura che ospita la preziosa raccolta d’arte mediante l’inserimento di rampe per superare i dislivelli esterni ed interni. Inoltre, grazie al progetto Pit della Regione Marche, del Sistema Museale della Provincia di Macerata e dell’Unione Montana di San Severino Marche, abbiamo realizzato dei percorsi e dei contenuti multimediali per arricchire la visita anche mediate utilizzo di tablet, smartphone e touch screen. Sempre in collaborazione con il Sistema Museale, e avvalendoci del supporto del Museo tattile Omero, abbiamo realizzato percorsi tattili e delle schede braille dedicati alle persone ipovedenti. Abbiamo anche allestito una sala multimediale per effettuare briefing per gruppi e scolaresche, spazio del quale la struttura museale attualmente era completamente sprovvista e nel quale è stata installata un’apparecchiatura multimediale completa”.

La preziosa raccolta  è tra le più ricche e antiche della regione. Grazie a un finanziamento del Comune di San Severino Marche e ad alcuni fondi comunitari erogati dal Gal Sibilla, nell’ambito del Psr Marche 2007-2013 Asse 4, è stata interessata da una serie di lavori che hanno portato al riallestimento del nucleo originario, dove sono conservate opere dal 1300 al 1500, e all’allestimento di quattro nuove sale, dove sono state trasferite opere del 1600-1700 e dove è stata sistemata anche un’aula multimediale. Il progetto e la direzione dei lavori sono stati affidati all’architetto settempedano Luca Maria Cristini che, insieme al dottor Alessandro Marchi, funzionario responsabile di zona per la Soprintendenza ai Beni Artistici e Architettonici e al Patrimonio delle Marche, ha anche curato l’allestimento scientifico delle collezioni,

In sostanza un  progetto di restauro, riordino e allestimento secondo criteri classici e al contempo  contemporanei.

Incremento della tutela e della promozione degli spazi come eccellenza del territorio, ma anche orgoglio Italico.

L’attuale esposizione, progettata negli anni Settanta, non ha avuto sostanziali aggiornamenti fino ad oggi, tanto che la sequenza cronologica delle opere esposte terminava col Cinquecento”.

A dare il via all’idea dell’ampliamento del percorso di visita è stata la mostra “Meraviglia del Barocco nelle Marche” tenutasi dal luglio 2010 al gennaio 2011 e promossa da Vittorio Sgarbi. “Una sezione destinata al ‘600-‘700 e allestita all’interno della pinacoteca – spiega l’architetto Luca Maria Cristini – ha gettato nuova luce sull’arte del periodo, proponendo anche nuove acquisizioni critiche e realizzando nuovi restauri. La città di San Severino Marche – prosegue Cristini, che è anche direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche – possiede eminenti esempi di arte dei secoli XVII e XVIII alcuni dei quali oggetto di recenti campagne di restauri”.

Dobbiamo ringraziare l’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, per alcuni importanti prestiti che regaleranno emozioni nuove anche a chi ha già più e più volte messo piede in Pinacoteca – prosegue l’assessore Gregori – Tanti turisti sull’onda del successo e della promozione della mostra dedicata al Barocco arrivavano qui da noi e chiedevano di poter visionare opere di questo particolare periodo che fu fecondo artisticamente in tutto il territorio settempedano. Adesso anche loro avranno una risposta sorprendente”.

I lavori sono stati condotti in due stralci. Con il primo si è proceduto al riallestimento del nucleo originario, dove sono da sempre custodite le opere dei secoli XIV – XVI, e all’allestimento di quattro nuove sale, dove sono state sistemate le opere dei secoli XVII – XVIII e una sala multimediale. Con un secondo stralcio, invece, si è provveduto al recupero e all’allestimento delle quattro nuove sale con il recupero del Lapidario, dove sono state sistemate le collezioni di epigrafi e stemmi comunali dei secoli XIII-XVII, e alla realizzazione di tre nuove sale polifunzionali che saranno in grado di accogliere esposizioni temporanee.

Giusto l’11 di marzo la Madonna della pace ha fatto il suo rientro nella pinacoteca.

Manoscritti, affreschi, quadri, polittici, troni e leggii, Campane e bassorilievi, mappe e mappamondi geografici preziosi e lignei. Presa la Pinacoteca come punto e spunto di partenza, ci si potrà spostare alla scoperta d San Severino, paese-gioiello nel maceratese,  che risale al paleolitico ma trae gloriosa fama dalla presenza dei Piceni nel

Inverno, martedì-domenica 9-13; estate, martedì-domenica 9-13 e 16-18

Ingresso a pagamento. Possibile biglietto comulativo

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