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Pellegrini nel cyber Spazio

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giugno 17, 2016

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Pellegrini nel cyber Spazio

GRT2

Grottammare. Paese di navigatori, di papi e di artisti. Ma anche Grottammare cittadina di giornalisti e cittadella della informazione cattolica.

Torna il Meeting nazionale della informazione cattolica Pellegrini nel Cyber Spazio nei noti e ariosi spazi del Kursaal.

Questa la cartolina giusta se si guarda alla Perla dell’Adriatico nei tanto attesi giorni 16-17-18 giugno. Il cyber spazio delle notizie 3.0 è esplorato con l’occhio di informatori abituati a trattare con la buona novella e ad accostare il lettore con senso di missione educativa, ma anche una pratica giornalistica vicina alla vita di ogni giorno. Proprio come il buon pastore fa con le anime del suo gregge.

Qui gli Italiani sono considerati tutti cittadini e figli dello stesso padre. In cerca di verità, di via e di vita.

Anche nell’universo cattolico le voci sono molte, variegate quando non divergenti,  e ben modulate. La differenza è la ricchezza di una tradizione giornalistica che prima di tutto trova radici nelle comunità locali, il suo controcanto nelle chiese più vicine allo stato d’animo popolare. Nella grande madre della Azione Cattolica.

Informazione ispirata dal cristianesimo significa anche rete, connessione, condivisione.

E sopra ogni cosa respiro internazionale. Si guardi soltanto al numero ampissimo di lingue in cui viene tradotta la voce ufficiale della Santa Sede, L’Osservatore Romano.

Il meeting di giornalisti cattolici Pellegrini del Cyber spazio, giunto alla sua ennesima acclamata edizione, come al solito ospita interventi di rilievo di esponenti delle più varie testate, nonché pronuncia riflessioni a latere e a priori da parte di rappresentanti della Cei, la Comunità Episcopale italiana.

Chi meglio dei vescovi può conoscere intimamente cosa cercano i cittadini uno per uno, di cosa hanno bisogno e dove vogliono fare chiarezza?

Ecco perché quando un giornalista cattolico scrive un’inchiesta, un editoriale, un pezzo di cronaca o un reportage, lo fa con una deontologia rafforzata. A vigilare intimamente sul suo operato non è solo la coscienza laica e indagatrice del giornalista, ma anche la legge morale del cattolico, che mette il rispetto del prossimo sopra ogni cosa.

Il meeting è anche ottima occasione per dare visibilità a prodotti editoriali generalisti o di settore che nascono grazie ai sacrifici di molti e alla folle vocazione imprenditoriale di alcuni, che in tempi di crisi non potrebbero, senza questa testarda e  sana follia, neanche coltivare il sogno di una testata giornalistica.

Dunque blocchetto degli appunti, penna, tablet e tanta apertura al dialogo.

I giornalisti si confronteranno sul futuro della professione, sui tiri da correggere, sul potenziale tecnologico a disposizione e sempre mutante e ribadiranno l’etica inflessibile che deve presiedere vigile al suo uso.

In tutto questo ben di Dio i colleghi potranno accumulare ben 16 crediti per l’aggiornamento professionale obbligatorio.

Evitando di scegliere a casaccio, nella messe sterminata dell’offerta corsi talora noiosi inutili e assai poco formativi, o, ancor peggio, corsi criminosamente a pagamento.

Ma la Costituzione non garantisce la adeguatezza dei suoi lavoratori con una formazione pubblica, ad hoc  e aperta a tutti?

 

 

pell cyber

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