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Padre Pio da Pietrelcina, tra scetticismo e santità

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settembre 23, 2012

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Padre Pio da Pietrelcina, tra scetticismo e santità

E’ una bella storia quella di San Pio di Pietrecina, pur facendo la tara delle speculazioni commerciali intorno al nome del nuovo santo.  Una storia conclusasi su questa terra il 23 settembre di 44 anni fa  quando moriva padre Pio,  al secolo Francesco Forgione, appartenente all’ Ordine dei Frati Minori.

Nato a Pietrelcina il 25 maggio 1887 è stato destinatario, ancora in vita, di una venerazione  popolare di imponenti proporzioni, anche in seguito alla fama di taumaturgo da lui acquisita derivante da capacità soprannaturali attribuitegli dai devoti, così come è stato oggetto di forti critiche e di sospetti in ambienti ecclesiastici e non. La madre era una donna molto cattolica e le sue convinzioni ebbero una grande influenza sulla formazione religiosa del futuro frate.

Il giovane non frequentò le scuole in maniera regolare perché doveva rendersi utile in famiglia lavorando la terra. Solo quando ebbe dodici anni cominciò a studiare sotto la guida del sacerdote Domenico Tizzani che, in un biennio, gli fece svolgere tutto il programma delle elementari. Poi, passò alla scuola per gli studi ginnasiali. La madre era una donna molto cattolica e le sue convinzioni ebbero una grande influenza sulla formazione religiosa del futuro frate.

A 15 anni, vestì i panni di pronazione del novizio cappuccino e diventò “fra’ Pio”. Nell’agosto del 1918 frate Pio affermò di aver avuto delle visioni su di un personaggio che lo avrebbe trafitto con una lancia, lasciandogli una ferita costantemente aperta. Poco tempo dopo, in seguito a una ulteriore presunta visione, fra Pio affermò che avrebbe ricevuto delle stigmate. Quelle lesioni vennero variamente interpretate: come segno di una particolare santità, o come una patologia della cute, o come auto-inflitte.

Furono tanti gli scettici sulla veridicità del fenomeno. Il Vaticano inviò diversi medici per accertare la natura di queste lesioni dolorose poste sui palmi delle mani del religioso. La conclusione dell’inchiesta sul frate si chiuse con l’arrivo del quinto e definitivo decreto di condanna (23 maggio 1931) con l’invito ai fedeli di non considerare come sovrannaturali le manifestazioni psichiatriche certificate dal Gemelli e con il divieto della celebrazione della messa in pubblico e l’esercizio della confessione.

Nel 1964, il Papa Paolo VI, concesse l’Indulto per continuare a celebrare la Santa Messa. Lunedi 23 settembre 1968 Padre Pio morì all’età di 81 anni. Ai suoi funerali parteciparono più di centomila persone giunte da ogni parte d’Italia. Molteplici attività finanziarie gestite da Padre Pio passarono in gestione alla Santa Sede la quale è proprietaria della La Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (provincia di Foggia),  una struttura sanitaria creata e inaugurata da Padre Pio il 5 maggio 1956 a sostegno spirituale della quale egli costituì i “Gruppi di Preghiera”, una delle realtà ecclesiali oggi più diffuse nel mondo. Possiamo ben dire che i “Gruppi di Preghiera” e la “Casa Sollievo della Sofferenza” sono l’eredità  spirituale di Padre Pio.

La Casa Sollievo, nata come clinica privata di 250 posti letto oggi è riconosciuto come Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico e si occupa anche di ricerca clinica  nel settore della genetica e delle malattie eredo-familiari oltre ad essere sede dei corsi di laurea di primo livello in infermieristica ed ostetricia dell’Università degli Studi di foggia. Il 25 giugno 2012 nell’ospedale è stato effettuato il primo trapianto di cellule cerebrali umane (cellule staminali) su un soggetto con sclerosi laterale amiotrofica.

Francesca Marcone

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