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A Milano “La donna nella pittura italiana dell’800”

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dicembre 2, 2012

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A Milano  “La donna nella pittura italiana dell’800”

"Nudo di giovane donna con calze nere" di Enrico BoldiniAncora fino al 23 dicembre sarà possibile ammirare il percorso suddiviso in due sedi, nella galleria Bottegantica e Ambrosiana di Milano, intitolato “La donna nella pittura italiana dell’800”. Cinquanta opere per rendere omaggio all’universo femminile e alla sua rappresentazione da parte dei principali artisti italiani del diciannovesimo  secolo  quali Giovanni Boldini, Mosè Bianchi, Domenico Induno e Giuseppe De Nittis.

Non più  le donne, raffigurate  con grandi vestiti sfarzosi,  colte nel momento migliore della loro bellezza, ma donne inserite nella vita di tutti giorni, immerse nel quotidiano,  capaci di testimoniare  il cambiamento dei tempi, ed anche un rapporto diverso con l’universo maschile; donne, dunque,  sorprese  in momenti intimi, mentre scrivono una lettera o leggono un libro.

Un’arte antica che ancora oggi rappresenta un’eccellenza fiorentina, la scagliola. Fino al 28 febbraio del prossimo anno, lo Spazio Mostre dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze offre uno sguardo a 360 gradi su una tecnica di lavorazione ad intarsio di materiali naturali in grado di stupire per lucentezza e vivacità. L’evento intitolato “Alchimie di colori” oltre a presentare i pezzi più significativi realizzati con questo sistema, raccolti dal Maestro Bianco Bianchi, svela i misteri di questa antica tradizione artigiana detta anche della “pietra di luna”

Il minerale base è la selenite, che si presenta, appunto, sotto forma  di scaglie, polverizzate successivamente nel mortaio: nelle teche che compongono il percorso espositivo, ricco di pannelli didattici, sono custoditi oggetti di rara bellezza, poco conosciuti ai più: quadri, piatti, tavoli e pannelli decorativi  per tuffarsi in un mare di riflessi e di colori

Un viaggio affascinante attraverso culture differenti, un percorso espositivo, recentemente inaugurato, ricco di preziose testimonianze di popoli lontani lungo il quale ogni continente è rappresentato: tutto questo è la mostra “Il Museo Etnologico: storia, mistero e tesori”.

Dal vasto patrimonio artistico custodito nei Reparti per le Raccolte etnologiche dei Musei Vaticani dipinti, sculture, oggetti d’uso quotidiano e cerimoniale raccontano la vita, i miti e le leggende di civiltà antichissime: dalle maschere della popolazione Alakaluf della Terra del Fuoco alle misteriose  tavolette  provenienti dall’Isola di Pasqua, la cui scrittura rappresenta ancora, dopo due secoli di studi, un enigma senza soluzione.

Cuore della mostra, frutto di un elaborata opera di restauro, sono i 24 calchi dell’antico tempio indonesiano di Borobudur, situato nel cuore dell’isola di Giava,  che raccontano la vita del Buddha, Un’occasione imperdibile per conoscere  un tesoro immenso, tra i più interessanti al mondo per quanto riguarda le testimonianze sulla cultura religiosa dei popoli extraeuropei.

Andrea Mazzuca

(Dalla rubrica  Cultura a cura di Andrea Mazzuca trasmessa dall’agenzia radiofonica ItaliaStampa. Per gentile concessione)

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