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Nel cuore di Testaccio rinasce la Porticus Aemilia

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maggio 20, 2015

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Nel cuore di Testaccio rinasce la Porticus Aemilia

porticus aemilia (4)Costruito nel 193 a.C. dagli edili Marco Emilio Lepido e Lucio Emilio Paolo, la Porticus Aemilia era, con tutta probabilità, un edificio adibito allo stoccaggio delle merci scaricate dal vicino Emporium, il porto di Roma sul Tevere. Ultimato nel 174 a.C. dai censori Quinto Fulvio Flacco e Aulo Postumio Albino, l’edificio era compreso tra le attuali vie Franklin, Marmorata, Branca e Vespucci, nel quartiere Testaccio. Tuttavia, quello che ci rimane di quell’immensa struttura che alimentò la Roma dei consoli e degli imperatori, sono solo alcune arcate monumentali per anni abbandonate nel degrado e l’incuria.

Dopo cinque anni di lavori, però, quei reperti sono stati riportati al loro antico splendore, diventando il centro di un giardino archeologico, incastonato tra i palazzi del quartiere alle porte dell’Aventino. Iniziate nel 2011, le opere di riqualificazione del sito hanno previsto la stesura di una pavimentazione di terra battuta e brecciolino che potesse difendere la pavimentazione degli scavi. In seguito è stata installato un impianto di illuminazione ad energia solare, capace di accendersi automaticamente al tramonto, per valorizzare tutta la bellezza del reperto, anche nelle ore notturne.

Inoltre, sono stati allestiti quattro pannelli didattici permanenti, dedicati alle informazioni storiche del sito e alle esposizioni artistiche che si svolgeranno dentro quest’area di milleduecento metri quadri. Grazie alla Soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l’Area archeologica di Roma, infatti, è stato possibile promuovere all’interno del sito “Porticus in arte”, un progetto stabile di eventi, installazioni artistiche, mostre ed esposizioni fotografiche temporanee.

La stessa Soprintendenza, ha stanziato circa cento mila euro per completare l’allestimento del giardino con panchine, piante da giardino e una lunga cancellata, circaporticus aemilia (1) cento metri di ferro battuto, che aiuterà le istituzioni e i cittadini della zona a farne il centro del “Museo diffuso del rione Testaccio”, un progetto composto da applicazioni multimediali, un sito web e un percorso fisico con cartelli informativi, che faccia conoscere i fatti più importanti di cui il quartiere è stato testimone.

Insomma, come spiega anche Renato Sebastiani, coordinatore del progetto di recupero del monumento: «La conservazione dei resti della Porticus è il nostro compito principale ma intendiamo anche offrire uno spazio agli abitanti storici del quartiere e alle realtà culturali contemporanee come l’Istituto europeo di design, la Facoltà di architettura di Roma Tre, e ai turisti attirati dalle strutture culturali del distretto Ostiense-Testaccio».

Lorenzo Fusco

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