Sunday, Jul. 15, 2018

L’Opera di Roma continua a perdere pezzi

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ottobre 2, 2014

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L’Opera di Roma continua a perdere pezzi

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Ancora un duro colpo per l’Opera di Roma. Dopo l’addio nei giorni scorsi del direttore, il Maestro Riccardo Muti, in evidente polemica con orchestrali e sindacati di categoria, una nuova bufera travolge l’istituzione capitolina. 182 concertisti saranno licenziati, o come si dice tecnicamente, esternalizzati. A renderlo noto lo stesso sindaco Marino che in un comunicato stampa ha dichiarato: “Il doloroso e recente messaggio di Muti ha determinato una frenata degli abbonamenti e una fuga degli sponsor” e perciò – leggendo tra le righe – bisognerà risparmiare. Oltre a dare un messaggio forte ai sindacati degli orchestrali che spesso sono considerati veri centri di potere, tanto da condizionare scelte amministrative e di bilancio. Ma proprio quest’atteggiamento aveva fatto esaurire la pazienza a Muti che, in occasione delle sue dimissioni il 22 settembre aveva rinunciato alla carica di “direttore a vita” dell’Opera di Roma motivando il suo gesto con una dura nota diramata a mezzo stampa. “Purtroppo, nonostante tutti i miei sforzi per contribuire alla vostra causa, non ci sono le condizioni per poter garantire quella serenità per me necessaria al buon esito delle rappresentazioni. Prendo questa decisione con grandissimo dispiacere, dopo lunghi e tormentati pensieri“. E’ palese che il direttore si riferisse al clima di forte contrasto che ha accompagnato gli ultimi mesi della vita del Teatro, famoso non per la sua grande qualità artistica ma per un’irruzione di alcuni sindacalisti nel camerino del Maestro durante le prove di «Manon Lescaut» o per l’assenza di circa trenta elementi dell’orchestra, tra cui il primo violino, nella tournée in Giappone dello scorso giugno. Avvenimenti, giocoforza, troppo impegnativi per un uomo che a 73 anni potrebbe avere facilmente la direzione di qualsiasi orchestra del mondo e infatti scrive da Chicago dove sta (già) dirigendo la Nona Sinfonia di Beethoven. Eppure gli orchestrali hanno le proprie ragioni: sentono di non guadagnare abbastanza e vorrebbero più ore. Tuttavia, secondo il sindaco, è stato passato il segno: staremo a vedere l’evoluzione di questa vicenda sperando vivamente che non si traduca nell’ennesima farsa, spesso vista nell’ambito della Sanità, in cui un licenziamento dell’organico fisso precede un suo reinserimento da turnista.

 

Sabato Angieri

 

 

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