Friday, Jul. 20, 2018

Giovanni Morzenti, finanza ed etica per uscire dalla crisi

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gennaio 24, 2013

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Giovanni Morzenti, finanza ed etica per uscire dalla crisi

Superare la crisi economica ricostruendo quel rapporto, oggi lacerato, tra banca ed impresa, cruciale per lo sviluppo del Paese. Un legame che si può rinsaldare scoprendo i vantaggi del rapporto tra finanza ed etica. E’ il proposito che Giovanni Morzenti affida alle pagine del suo libro “Banche e impresa. Un nuovo rapporto per nuove sfide”, edito da Tangram Edizioni Scientifiche e presentato all’università Lumsa di Roma il 22 gennaio. Le cause della crisi finanziaria, le conseguenze sul sistema produttivo, la responsabilità del sistema bancario italiano fino al credit crunch: quella contrazione del credito che ha strangolato molti protagonisti dell’industria italiana, impedendo investimenti e crescita. Un circolo vizioso che lascerà segni probabilmente indelebili, soprattutto nel rapporto tra banche e imprese. Di tutto questo, ma anche delle vie d’uscita possibili, dei punti di forza del sistema industriale italiano, delle prospettive per il business Made in Italy, si parla nel libro di Morzenti, già amministratore delegato di numerose società del settore finanziario e industriale e attualmente amministratore economico del Centro di Orientamento Pastorale (COP).

Un percorso possibile ricominciando dal basso: “La banca piccola del territorio, che ha un contatto diretto con le persone ha un livello di rischiosità minore, può dare più credito alle imprese artigiane senza dover dipendere da decisioni prese altrove”, spiega l’autore. “Le sofferenze di quelle realtà bancarie sono dieci volte inferiori rispetto agli istituti bancari maggiori. Questo la dice lunga sul perché per il futuro dobbiamo recuperare il rapporto diretto tra banche e imprese. Non è un caso che siano le banche di grandi dimensioni ad aver creato i grandi scandali che hanno affossato il sistema finanziario e industriale”.Costruire un sistema di credito più efficace per le imprese italiane significa quindi un ritorno alle origini. A un periodo in cui nessuno metteva in discussione il fatto che la finanza doveva essere al servizio delle imprese. Ne è convinto Maurizio Dallocchio, ordinario di Finanza aziendale all’università Bocconi e autore della prefazione. “Se si ritorna a questo tipo di finanza, riscopriamo i valori di equilibrio, sostenibilità, di equilibrio di lungo periodo. Riguadagnare questi valori non è facile ma è un’opera assolutamente meritoria”.

Una ricetta economica con importanti risvolti etici. Rispondere all’esigenze morali più profonde della persona ha infatti anche importanti e benefiche ricadute sul piano concreto. “L’economia ha bisogno dell’etica. Un’etica amica della persona” osserva S.E. Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi e autore della postfazione, citando quanto scritto da Benedetto XVI nella Caritas in Veritate. “Se il sistema bancario si ponesse in mente la persona, ivi compresa la piccola impresa, che spesso coincide con il nucleo familiare, avrebbe un modo assolutamente diverso di gestione del credito”.

Giorgio Marota

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