Saturday, Aug. 19, 2017

Le nostre ricerche

LE RICERCHE SULLA BELLEZZA

DELLA FONDAZIONE MARILENA FERRARI

in collaborazione con il CENSIS

 

Un “trittico” di ricerche sulla bellezza come valore e come patrimonio del Paese fa da sfondo e supporto all’avventura partita con la rivista on line lavocedellabellezza.it  e con l’omonimo Premio giornalistico che ha avuto il patrocinio dell’Ordine nazionale dei giornalisti.

Si tratta di tre ricerche, svolte a distanza di alcuni mesi una dall’altra, che hanno confermato alcune nostre intuizioni e fornito alcune sorprese.

Paolina Bonaparte

La primapresentata il 7 luglio 2011, in occasione del lancio dell’Atlante dell’arte italiana, alla presenza del suo ideatore, Flaminio Gualdoni, storico dell’arte, Accademia di Brera, Milano e di Marilena Ferrari, presidente  della Fondazione Marilena Ferrari – aveva il tratto leggero e giocoso di una sorta di concorso di Miss Arte italiana perché tendeva a stilare una «graduatoria della bellezza» secondo gli italiani, cogliendo opinioni, indicazioni, sfumature. Insomma un sondaggio per scoprire quale tipo di bellezza, immortalata in quadri o sculture, preferissero gli italiani. La vincitrice assoluta, Miss Arte italiana, con il 67% dei voti è risultata Paolina Borghese di Antonio Canova (Roma, Galleria Borghese). Al secondo posto Afrodite Callipige (Napoli, Museo Archeologico Nazionale). Al terzo posto l’Odalisca di Francesco Hayez (Milano, Pinacoteca di Brera). Un’opera poco conosciuta quest’ultima, una bellezza mediterranea, ma apprezzata specialmente al nord: le sue forme morbide e sensuali, l’hanno fatta preferire a tante Veneri (clicca qui per un resoconto della ricerca).

Più articolate e penetranti la seconda e la terza ricerca svolte dal Censis nel 2012, sempre su incarico della Fondazione Marilena Ferrari: una sulla forza e la potenzialità trasformatrice della bellezza non solo della qualità della vita, ma anche delle coscienze; l’altra sul valore economico della bellezza. I dati raccolti dimostrano che c’è bisogno di dare riconoscimento a tutte quelle persone che si impegnano nella società e creano valore. C’è bisogno, insomma, di raccontare l’altra faccia dell’Italia per farne un momento di consapevolezza collettiva e di voglia di reazione e riscatto personale e collettivo.

Conferenza censis gennaioLa prima ricerca del 2012, intitolata “Gli italiani e la bellezza. Speranze e punti di forza nell’Italia della crisi” e presentata al Censis il 26 gennaio da Giulio De Rita e da Marilena Ferrari, presidente dell’omonima Fondazione,  ha dimostrato che, nonostante la crisi, una netta maggioranza di italiani ha fiducia nel futuro e l’attenzione al bene comune è  un’attitudine molto più diffusa di quel che si potrebbe credere: insomma siamo meno brutti di quel che generalmente pensiamo.

Da questa ricerca emerge che gli italiani sono convinti che vivere nel paese più bello del mondo li renda un popolo migliore, in grado di sconfiggere la rassegnazione e la crisi. Oltre il 68,3 % ritiene che il patrimonio artistico italiano sia la nostra forza identitaria e il punto di partenza per rilanciare il Paese perché, con il suo stesso esistere, può dare senso e speranza alla vita. Anche in un momento così difficile, oltre il 62% degli italiani ha ancora fiducia nel futuro, come è altrettanto viva (68,8%) la loro forza spirituale. Gli italiani vivono nella bellezza e sono stati educati dalla bellezza alla speranza. L’investimento in cultura, nella sua più ampia accezione, sorprendentemente, viene considerato il più strategico su cui concentrare le risorse, per rilanciare il futuro del nostro Paese.

Nell’ occasione è stato lanciato il premio giornalistico «La voce della bellezza italiana»   che intende dare voce all’altra faccia dell’Italia, alla moltitudine silenziosa di belle persone che sono la forza che muove il Paese, con una fiducia reciproca di cui nessuno parla, fatta di piccoli gesti quotidiani, ma anche di controllo sociale, di attenzione, di vigilanza. Ma che intende anche aiutarci a scoprire le tante storie di artigiani e imprenditori che hanno saputo far leva sulla forza della tradizione e la bellezza dei luoghi per scrivere storie di successo.

Conferenza Censis dell'11luglio 2012La seconda ricerca del 2012, intitolata “Il valore economico della bellezza in Italia”, presentata  al Censis, l’11 luglio, ha fatto luce sul profondo legame che intercorre tra bellezza ed economia, facendo emergere quanto il bello incida sul Pil el nostro Paese, specialmente nell’attuale situazione di crisi.

I ricercatori del Censis hanno tentato di calcolare quanto vale il bello: oltre 74 miliardi di euro, circa il 5,4 del PIL nazionale. I risultati della ricerca hanno mostrato quanto la bellezza possa contare come strumento di crescita socio-culturale, con una forte  potenzialità trasformatrice – anche economica – per il nostro Paese.

In questa occasione è stato anche presentato il  sito www.lavocedellabellezza.it in una conferenza stampa alla presenza di Giovanni Puglisi, presidente della Commissione nazionale italiana per l’Unesco e del vicepresidente della Fondazione, Fabio Lazzari.