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La villa di Casignana, un esempio virtuoso di valorizzazione

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settembre 10, 2013

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La villa di Casignana, un esempio virtuoso di valorizzazione

Le coste ioniche della Calabria e della Sicilia, di quella che fu il grande concentrato di civiltà e bellezza che fu la Magna Grecia, continuano a restituirci antichi tesori anche in tempi moderni. Non solo tesori greci, come i bronzi di Riace, ma anche reperti importanti di epoca romana imperiale. Uno di questi è la Villa di Palazzi di Casignana, un concentrato incredibile di bellissimi mosaici che non hanno nulla da invidiare a quelli della villa romana di Piazza Armerina in Sicilia.

Ci accompagna nella visita Giuseppe Romeo che da anni segue i lavori di recupero e che illustra con passione ai visitatori – senza badare a orari – la storia e il significato degli straordinari reperti di questo sito scoperto in parte, per caso, nel 1963 durante i lavori per la costruzione di un acquedotto. Ancora oggi la villa di Casignana porta, tra i suoi marmi, lo sfregio del tracciato dell’acquedotto mentre si è in parte salvata da quello della statale 106 Jonica che la attraversa e la taglia in due senza fortunatamente danneggiare le strutture murarie che rimangono sepolte, dopo quasi due millenni, a una quarantina di centimetri sotto la pavimentazione d’asfalto.

Quello che è stato portato alla luce è straordinario, a cominciare dagli ambienti di un ampio complesso termale privato, accessibile da un porticato. Qui il nostro Cicerone ci mostra bellissimi mosaici molto ben conservati, tra i quali quelle della Sala delle Nereidi, nel frigidarium, datato al III secolo, che raffigura in grandi tessere bianche e verdi quattro figure femminili che cavalcano animali terrestri (un leone, un toro, un cavallo e una tigre) con una coda pesce. Del calidarium, sempre a pianta ottagonale sono rimasti la bella pavimentazione a mosaico in piccole tessere e i tubi in terracotta del riscaldamento, mentre in una adiacente sala rettangolare si possono ancora vedere tratti di pavimento e in lastre di marmo colorato (opus sectile). A monte si trova un ninfeo monumentale con cisterne. Sul lato opposto della strada statale (raggiungibile con un sottopassaggio) si trova la parte residenziale della villa, con ambienti articolati intorno ad un grande cortile. Giuseppe Romeo ci mostra altre ricche  pavimentazioni a mosaico soprattutto  della Sala delle quattro stagioni e nella Sala absidata e ci trasferisce l’emozione del ritrovamento di un sarcofago di un bambino durante lo scavo del sottopassaggio pedonale tra le due parti della villa.

La villa del I secolo d.c. (forse di un proconsole o di un ricco commerciante romano) sorgeva, in un’area già frequentata in età greca, sull’antica strada di collegamento tra Locri Epizefiri e Rhegion (Reggio Calabria) vicinissima a quella che è oggi la statale 106 e  fu abbandonata alla metà del quinto secolo dopo la calata dei Visigoti in Calabria (410 d.c.).  L’area fu abitata comunque fino al settimo secolo, quando, in seguito alle incursioni arabe e al diffondersi della malaria, molte popolazioni costiere si trasferirono in centri  sulle colline meglio difendibili e più salubri.

L’area archeologica è   indagata sistematicamente dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria negli anni ottanta e dal 1998 è gestita dal comune di Casignana che ha acquisito i terreni limitrofi con il contributo della Comunità montana dell’Aspromonte orientale, per un totale di 10 ettari, permettendo di ampliare l’area di studio e conservazione e garantendo tutti i giorni una grande fruibilità ai visitatori. Utilizzando bene i fondi regionali ed europei, in collaborazione con la sovrintendenza,  sono state fatte nuove indagini, restauri, interventi di copertura, ecc. Insomma il Parco Archeologico di Casignana, oltre a rappresentare un ottimo esempio di sinergia tra amministrazioni pubbliche,  viene indicato come intervento di eccellenza in Calabria, insieme al Parco Archeologico di Crotone. E non finisce qui, perché il Parco sta per sfruttare bene anche  nuove risorse dei fondi europei, come ci anticipa –con una punta di orgoglio – Giuseppe Romeo.

Nel frattempo la villa ospita, durante la stagione estiva, rappresentazioni teatrali di livello, come è stato il 22 agosto scorso, con Michele Placido e il suo spettacolo Amor ch’a nullo amato… amar perdona”, un viaggio nel tempo sul filo della poesia nell’ambito del Magna Grecia Teatro Festival.

Cesare Protettì

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