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In mostra a Villa d’Este la moda italiana tra ‘500 e ‘600

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agosto 10, 2014

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In mostra a Villa d’Este la moda italiana tra ‘500 e ‘600

La nuova moda 2Fino al 19 ottobre 2014 Villa d’Este a Tivoli ospiterà l’esposizione “La nuova moda tra ‘500 e ‘600”, che raccoglie dipinti, abiti e tessuti per raccontare l’evoluzione del costume e della moda nei due secoli.  La mostra, curata da Roberto Valeriani, è promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le provincie di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo. Attraverso il dialogo fra dipinti in cui sono rappresentati gli abiti ed una selezione di costumi di scena contemporanei provenienti dalla Sartoria Farani, realizzati per le più importanti produzioni cinematografiche, televisive e teatrali, l’esposizione offre un’ampia panoramica sulla moda tra il Cinquecento e il Seicento.

La moda del XVI è molto diversa rispetto a quella del secolo precedente: il taglio dei vestiti diviene più confortevole e spettacolare, mettendo in risalto alcune caratteristiche fisiche; nei vestiti femminili viene accentuata l’altezza del busto, le gonne e le maniche diventano voluminose e rigonfie ma lasciano ben visibili collo e spalle. Per gli abiti maschili si abbandona la consuetudine di usare sopravvesti ampie e panneggiate, realizzando invece abiti dai tagli più articolati ed attillati.La nuova moda 1

Come spiegato nel saggio di Luigi Piccolo, che ha collaborato con Roberto Valeriani alla realizzazione della mostra, ci sono tre fasi fondamentali che segnano l’evoluzione del costume dal ‘500 al ‘600: la prima è caratterizzata dal Rinascimento italiano, che esalta la bellezza, la cultura e l’armonia, regole vigenti all’interno delle corti italiane, dove si formavano futuri papi, principi e cavalieri di ventura.

Con l’avvento della Controriforma comincia la seconda fase del Cinquecento, dove il Concilio di Trento detta nuove regole e di conseguenza anche gli abiti diventano austeri e meno appariscenti.

Con l’avvento del Seicento inizia la terza fase nella quale la moda italiana (e tutto il Paese) perde l’egemonia e, i nobili, cominciano a vestire alla francese o alla spagnola.

Alcuni ritratti presenti in mostra provengono da prestigiose collezioni pubbliche e private tra cui la Galleria Estense e del Museo Civico di Modena, l’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, il Castello Odescalchi di Bracciano e di Palazzo Chigi in Ariccia.

I dipinti abbracciano un arco temporale che parte dalla fine del ‘500 e giunge fino alla metà del secolo successivo e ritraggono figure maschili e femminili, oltre a scene di genere come la vivace rappresentazione di gentiluomini romani sulle pendici del Gianicolo, proveniente dal museo di Roma.

Oltre ai dipinti e ai costumi di scena, completano la mostra una preziosa selezione di tessuti, merletti e galloni ricamati provenienti dal Museo Civico d’Arte di Modena ed un’ulteriore sezione dedicata ai testi dell’epoca che testimoniano la diffusione dei modelli tramite la stampa.

Laura Rubboli

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