Wednesday, Nov. 21, 2018

Il torrone di Bagnara calabra diventa IGP

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dicembre 2, 2014

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Il torrone di Bagnara calabra diventa IGP

torrone di bagnaraIl torrone di Bagnara Calabra è stato ufficialmente  riconosciuto ed approvato dalla Commissione UE, con il suo ingresso a pieno titolo nei prodotti alimentari tutelati dall’Indicazione Geografica Protetta. L’iter burocratico per il conseguimento del marchio era stato avviato nel 2004 con la costituzione dell’Associazione locale che raccordasse i produttori del torrone tipico. Nel novembre del 2012, quindi, ha avuto luogo la pubblica audizione alla quale è seguita la tutela provvisoria del prodotto e la conclusione del percorso amministrativo per l’apposizione del bollino Igp.

Un importante avvenimento che segna un nuovo brillante punto a favore della qualità Made in Italy,che vanta   in totale 263 tra DOP e IGP Italiane validate dall’Europa. Dati che rendono leader indiscusso il nostro paese.

Lucio Dattola, presidente della Camera di Commercio di Reggio aveva commentato con orgoglio:
“Con l’attribuzione dell’IGP, il torrone di Bagnara –  primo in Italia ad aver conquistato il bollino dell’Ue – accresce definitivamente la propria riconoscibilità a livello nazionale ed internazionale. Al tempo stesso il consumatore potrà contare sulla massima garanzia di qualità del prodotto che acquista.”

Il delizioso torrone, che ha la  forma di un parallelepipedo rettangolare con gli spigoli smussati, viene lavorato nel rispetto del tradizionale processo di cottura a fuoco vivo che gli conferisce al palato quel tipico sentore di ‘bruciato‘ ed è commercializzato, a seconda della copertura, in due differenti versioni:

Martiniana (copertura di zucchero in grani che dona alla superficie un aspetto increspato) oppure Torrefatto glassato (copertura lucente, liscia e levigata con cacao amaro).

In occasione dell’arrivo delle festività natalizie, periodo in cui si concentra la vendita del prodotto dolciario, c’è quest’anno da aspettarsi una probabile apertura di nuovi promettenti segmenti di mercati esteri.

Un punto a favore per l’economia locale calabrese.

Giulia Coia

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