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Guercino: capolavori del ‘600 a Palazzo Barberini

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marzo 6, 2012

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Guercino: capolavori del ‘600 a Palazzo Barberini

A inaugurare i nuovi spazi espositivi di Palazzo Barberini, destinati definitivamente ad allestimenti temporanei, è il Guercino,  celebrato attraverso i capolavori più rappresentativi della sua arte, dal periodo ferrarese a quello romano, fino alla piena maturità. 

Sarebbe stato quasi scontato allestire la solita mostra monografica su uno dei Maestri del diciassettesimo secolo; quella che è di scena a Palazzo Barberini fino al 29 aprile ha, invece,  il raro merito di illuminare i momenti cruciali, le trasformazioni tecniche, formali e concettuali  di uno dei Geni del barocco. “Guercino, 1591-1666: Capolavori da Cento a Roma” è il titolo del percorso espositivo dedicato all’artista emiliano, che prevede non solo una selezione di opere eccezionali, raramente accostate le une alle altre, ma anche una dimensione spaziale inedita. Palazzo Barberini, infatti, accoglie trentasei capolavori del Guercino, diciassette provenienti da Cento, la sua città natale, gli altri movimentati nella capitale, in ambienti fino ad oggi troppo riservati, concessi al circolo ufficiali delle Forze Armate. Saloni ritenuti da un po’ di tempo a questa parte troppo esclusivi per la loro bellezza.  Roma se ne riappropria e lo fa esponendo al loro interno le opere più famose del Maestro di Cento, all’anagrafe Francesco Barbieri, come il suo “San Girolamo”, intento a sigillare una lettera, capolavoro del 1618, o mostrando la tela dal titolo “Saul contro Davide”, opera allontanata nel ‘94 dalle inadatte e polverose stanze del Ministero dell’Agricoltura e restaurata subito dopo per volere di Rossella Vodret, oggi curatrice della mostra. Un corpus di dipinti in grado di gettare una luce nuova su uno dei protagonisti del seicento italiano. Un allestimento per veri appassionati, lungo il quale si potrà godere anche dei “ricordi” del Guercino, ossia, delle trascrizioni figurative  che il pittore realizzava dei suoi stessi capolavori. Mai copie, ma tele dotate di energia e identità propria: così a Palazzo Barberini rivive la maestà  di “Santa Petronilla sepolta e accolta in cielo”, la cui rappresentazione monumentale è, invece, custodita all’interno della Pinacoteca dei Musei Capitolini o l’epica tragedia dell’ “Erminia e Tancredi” del 1618, conservata presso la Galleria Doria Panphilj, che ritrae l’eroe ferito a seguito del  duello con Argante,  direttamente dai versi del Tasso.

 

Palazzo Barberini:  Via delle Quattro Fontane, Roma.

Fino al 29 aprile dal martedì alla domenica 8.30 – 19.00-  sspsae-rm.uffstampa@beniculturali.it

(Andrea Mazzuca)

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