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EXPO 2015: il futuro dell’Italia abbraccia il mondo

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maggio 2, 2015

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EXPO 2015: il futuro dell’Italia abbraccia il mondo

EXPO - cerimoniaDopo tante polemiche e presagi di flop il primo maggio l’ Expo Milano 2015 ha aperto ufficialmente le porte ai venti milioni di visitatori attesi per il prossimo semestre e ha anche provocato un immediato e spontaneo movimento di attesa positiva e di voglia di partecipare. E questo nonostante le devastazioni del centro di Milano di cui sono stati protagonisti quelli che il premier Matteo Renzi, in un’intervista al Tg2 “quattro teppistelli figli di papà” che però “non riusciranno a rovinare l’Expo. Milano è molto più grande come spirito di determinazione di quello che questi signori pensano“.

Expo 2015 è infatti – come è stato scritto – un grande evento per confrontarsi sul futuro del pianeta, ma anche un’occasione unica per guardare all’architettura contemporanea e alle diverse maniere in cui i creativi di tutto il mondo hanno scelto di interpretare le culture dei Paesi che hanno scelto di partecipare all’Esposizione. Un giro del mondo attraverso le suggestioni della bellezza. “Sarà un evento memorabile per vincere le sfide legate alla nutrizione e alla fame nel mondo”, ha detto Ferdinand Nagy, Presidente del Bureau International des Expositions (BIE), l’organizzazione internazionale intergovernativa francese fondata nel 1928 e che da allora gestisce le Esposizioni Universali.

Ma Expo 2015 deve essere anche – come ha richiamato Papa Francesco nel suo intervento in teleconferenza dal Vaticano – “l’occasione per globalizzare la solidarietà”, aggiungendo – con una citazione di Giovanni Paolo II – che dobbiamo smettere  di abusare del giardino che Dio ci ha donato”.

EXPO -La cerimonia ufficiale di apertura si è svolta all’interno dell’Open Air Theater, il grande spazio aperto che ospiterà concerti e incontri ufficiali fino al 31 ottobre 2015. La cerimonia, condotta da Claudia Gerini e Marco Maccarini è iniziata con un minuto di silenzio per commemorare le perdite di vite umane nel recente sisma in Nepal e ha visto sul palco gli Ambassador per Expo Milano 2015 Javier ZanettiMartina Colombari e Massimo Bottura.

 Giuseppe Sala, Commissario Unico delegato del Governo per Expo Milano 2015, ha “abbracciato idealmente” tutti coloro che hanno lavorato affinché Expo Milano 2015 venisse alla luce e riassunto, in un discorso tradotto in simultanea sui megaschermi in lingua inglese e francese, alcuni primati dell’EXPO: “Sono stati realizzati dai singoli Paesi Partecipanti ben 54 Padiglioni, un risultato mai accaduto prima” ha detto Sala “E per consentire ai Paesi con meno possibilità economiche di partecipare, abbiamo ideato nove Cluster, i Padiglioni collettivi raggruppati secondo criteri identitari legati al Tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

 “Milano offre tutta se stessa – ha detto Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano per accogliere il mondo nella nostra città. Venite a Milano, abbiamo preparato per voi visitatori oltre ventimila eventi e Milano sarà la casa di tutti. Expo Milano 2015 nasce per dire a tutti i popoli del Pianeta che la fame si può vincere, che ognuno di noi può fare qualcosa per terminare lo sfruttamento insostenibile del Pianeta. Tema ripreso dal Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni: “Noi qui nutriamo il futuro. Grazie all’Esposizione Universale di Milano, il tema dell’alimentazione è al centro del dibattito mondiale sulla sicurezza alimentare”.

La cerimonia d’apertura dell’ Expo Milano 2015 si è conclusa con il  discorso ufficiale del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi  “L’Italia s’è desta, siamo pronti alla vita” ha dichiarato il Presidente Renzi appena salito sul palco rifacendosi alle ultime note dell’inno nazionale “rimaneggiato” per l’occasione e cantato da un coro gigantesco, con adulti e bambini.  “Oggi inizia – ha detto il premier –  il domani di un Paese con un passato straordinario, ma anche con un futuro che oggi abbraccia il mondo. Dimostriamo che Italia è orgogliosa delle proprie radici, ma anche che il nostro futuro lo scriviamo adesso”.

Teresa Russo

 

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