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“EstateLiberi”: con Libera i giovani vanno a scuola di legalità

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ottobre 8, 2012

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“EstateLiberi”: con Libera i giovani vanno a scuola di legalità

La lotta alla criminalità è nelle mani delle nuove generazioni. Forse è questo che spiega perché sono sempre di più i giovani che l’estate, tra mare e montagna, per divertirsi scelgono il lavoro e l’impegno sociale. Sembrerà strano ma è proprio così: sono i ragazzi di “EstateLiberi”, l’iniziativa di “Libera”, l’associazione contro le mafie fondata da Don Luigi Ciotti, che dal 2007 ospita ogni anno migliaia di giovani in quei beni confiscati alla criminalità organizzata sparsi sul territorio italiano. Terreni che, per l’occasione, si trasformano e diventano veri e propri “laboratori di legalità”. In realtà, già dal 2001 si sono sviluppati in maniera autonoma dei campi di volontariato gestiti dalle cooperative costituite su quei (ancora pochi) siti confiscati; parliamo di luoghi simbolo della lotta alla mafia: Corleone in Sicilia, Polistena in Calabria, Castelvolturno in Campania, Mesagne in Puglia. I buoni risultati e l’inaspettato numero di adesioni spinsero “Libera” a fare rete e riunire le diverse esperienze in un unico progetto: è così che nasce “E!stateLiberi!”. Da qualche centinaio di iscritti e una decina di beni, il bilancio è rapidamente schizzato in alto e quest’anno, ad esempio, oltre 6mila volontari hanno animato i 30 campi estivi allestiti.

Attraverso il contatto diretto con quelle terre un tempo palcoscenico di attività illecite, legate a filo doppio ai clan o a boss di spicco e oggi passate in mano alla collettività, si vogliono trasmettere ai più giovani i valori positivi, quelli che veramente contano in una società pulita, incontaminata dal crimine. Primo fra tutti quello del lavoro, per far comprendere fino in fondo che i guadagni facili rappresentano una pericolosa chimera ed insegnare che solo l’impegno e il sudore della fronte possono arricchire (non solo economicamente) una persona e nobilitarla socialmente.

Per questo la giornata tipo nei campi di “Estateliberi” è prima di tutto lavoro con la elle maiuscola; a partire dalla mattina, interamente dedicata al lavoro nei campi; si prosegue il pomeriggio con momenti di formazione e approfondimento sul fenomeno “mafia” grazie a testimonianze di chi quotidianamente si adopera per combatterla dal basso; solo la sera, infine, è lasciato spazio al divertimento; più che una vacanza alternativa si tratta di una vera e propria scuola di giustizia sociale. Il tutto per dimostrare che è possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata sull’operosità e sulla solidarietà. Solo così si può dare speranza nel futuro a quelle popolazione che quotidianamente vivono a contatto con le mafie. Giovani che sono sensibili alla lotta alla criminalità e vogliono letteralmente “sporcarsi le mani” s’incontrano così con altri ragazzi che, con tenacia e coraggio, si sono costituiti in cooperative con l’obiettivo di creare lavoro onesto e diffondere la cultura della legalità su terreni un tempo avvelenati dal sopruso e dalla violenza fisica e morale; una collaborazione che, magicamente, oltre a rompere il muro d’isolamento che le mafie hanno costruito attorno ai loro feudi riesce a lasciare il segno anche una volta finito il campo estivo: in molti casi, laddove inizialmente le strutture erano fatiscenti e le condizioni piuttosto spartane, grazie alla dedizione dei volontari (fissi e stagionali), oggi troviamo delle cooperative ben avviate che creano posti di lavoro e contribuiscono a portare ricchezza pulita in zone sicuramente non facili dal punto di vista commerciale e imprenditoriale.

Anche per questo oggi “Libera” è una realtà consolidata dell’associazionismo, riconosciuta addirittura a livello mondiale: nel 2008 è stata inserita dall’Eurispes tra le eccellenze italiane e nel 2012 figura tra le cento migliori Ong del mondo (unica organizzazione italiana di “community empowerment presente nella lista) protagoniste della classifica dedicata al mondo no-profit, stilata dalla prestigiosa  rivista “The global journal”. E se chiedete ai protagonisti quale sia il segreto di tanto successo, la risposta che vi darà sarà disarmante nella sua semplicità; parte tutto dallo spirito con cui ogni persona che aderisce a “Libera” approccia la vita: far bene agli altri facendo bene a sé stessi e all’ambiente che lo circonda (inteso nel senso più ampio del termine), con la speranza di poter contribuire a migliorare il nostro Paese. Stando ai risultati è certamente la strada giusta.

 (Marcello Gelardini – LumsaNews)

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