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Erasmo per imprenditori: storie di successo all’italiana

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maggio 31, 2013

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Erasmo per imprenditori: storie di successo all’italiana

C’è un altro Erasmus per giovani europei, meno famoso di quello che dal 1987 ha fatto viaggiare attraverso il vecchio continente quasi tre milioni di studenti, impegnati nello scambio fra università (e ha avuto come effetto collaterale la nascita di numerosi “Erasmus kids”). Il programma Eye, Erasmus for young entrepreneurs, presentato a Milano all’Università Bocconi in occasione della Festa dell’Europa, ha l’obiettivo di promuovere l’imprenditorialità giovanile attraverso il passaggio di conoscenze con imprenditori più esperti che ospitano per uno stage, fino a sei mesi, un aspirante collega. Finanziato dalla Commissione europea, dal 2009 Eye ha finora consentito oltre 1.600 scambi fra neo imprenditori e imprenditori ospitanti nei 27 paesi dell’Unione e ha dato vita a nuove imprese e joint venture.

Chi può parteciparvi? Giovani (ma non esiste limite di età) che intendono avviare un’attività, o l’hanno iniziata da meno di tre anni, e siano motivati a impegnarsi in una relazione di lavoro con un imprenditore già affermato di un altro paese dell’Ue. Dal 2013 è aperto anche ai paesi che aderiscono al Cip(Programma per la competitività e l’innovazione) come Norvegia, Islanda, Turchia, Israele, Albania, Croazia, Serbia.

Una collaborazione da cui entrambi i partner possono ricavare stimoli e benefici, in primis quello di avvicinarsi a nuovi mercati e acquisire capacità tecniche/professionali. Lo dimostrano numerose success stories. Come quella di Roberto del Buono che ha ospitato nelle sue vigne in Toscano il bulgaro Ivan Pektov e insieme hanno ampliato la rete di vendita dell’azienda vinicola di famiglia. O di Riccardo Ferrari, andato in Finlandia a imparare l’arte da Matti Roberto Sirio, ricercatore informatico che è poi diventato suo socio in due nuove società.

«Prendere parte a Eye offre l’opportunità unica per apprendere da colleghi più esperti e tradurre idee imprenditoriali in realtà. Il programma aiuta le start-up e contribuisce all’internazionalizzazione delle piccole aziende, che sono la chiave della crescita e dell’occupazione giovanile» ha spiegato alla platea di studenti bocconiani Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea «In un periodo così difficile per l’economia, l’impegno – come commissario per l’Industria e l’Imprenditoria – è di creare le condizioni per permettere ai giovani di poter volare, credere nelle proprie forze, non vedere solo l’impiego statale, il concorso pubblico nel loro futuro». L’Europa deve puntare sulla crescita del settore manifatturiero che deve crescere dal 16 al 20 per cento nei prossimi anni: è l’obiettivo della Commissione, che è stato ribadito da Carlo Secchi, ex rettore della Bocconi. Giorgio Squinzi,presidente di Confindustria, ha esortato a combattere il clima di crescente antieuropeismo ponendo maggiore attenzione ai giovani, vera ricchezza dell’Unione, dando loro fiducia e facilitando il passaggio fra mondo dello studio e quello del lavoro. L’Erasmus per giovani imprenditori può contribuire efficacemente: i ragazzi italiani l’hanno capito e, complice la crisi, insieme agli spagnoli sono i maggiori utilizzatori di Eye.

 «I settori in cui il programma ha avuto più successo sono quelli della comunicazione e pubblicità (14 per cento), seguito dal turismo con il 10 per cento e dall’IT con il 9 per cento» ha illustrato Matteo Bodega, coordinatore della Fondazione Politecnico di Milano, uno dei 25 centri di contatto presenti in Italia che si occupano di organizzare le varie fasi dello scambio selezionando le candidature e stabilendo i contatti fra giovani imprenditori e colleghi già esperti.

Anna Jannello- Euractiv

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L’Italia è piena di belle storie di aziende, associazioni, amministrazioni comunali virtuose. Storie che non è facile sentire o vedere in tv perché il male e il brutto fanno notizia; il bene e il bello generalmente no. Storie di imprese nate da un’idea nuova o da un’antica tradizione. Ma anche piccole magìe di tutti i giorni che troviamo nel volontariato, nelle associazioni, ecc. che fanno del nostro il Paese una realtà di generosità e impegno che ha un valore anche per il Pil nazionale. Segnalaci le storie: storie@lavocedellabellezza.it

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