Wednesday, Nov. 21, 2018

Dalla villa di Messalla nuova luce sulla bellezza sepolta

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gennaio 11, 2013

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Dalla villa di Messalla nuova luce sulla bellezza sepolta

Alcune statue trovate nella villa di Valerio MessallaSono statue che entreranno nei manuali dell’arte classica e andranno a rimpinguare il già straordinario patrimonio di bellezza del nostro Paese. Parliamo delle sette statue, altre oltre due metri, ritrovate a Ciampino, a sud di Roma,  nella villa di Valerio Messalla, il grande mecenate dei poeti latini, Ovidio in testa. Sette statue che illustrano, come in un film di pietra, il dramma di Niobe e dei Niobidi, raccontato da Ovidio nelle “Metamorfosi”, paradigma folgorante della hybris materna e della crudeltà divina. Un mito, un racconto che è anche paradigma – come ha scritto Maurizio Bettini su Repubblica – dello sconfinato dolore in cui si piomba per la perdita dei figli”.

Ma prima che delle statue, conviene parlare della villa e del suo proprietario, Marco Valerio Messalla Corvino, che oltre ad essere stato un generale ed un console romano che prese parte, insieme ad Ottaviano, all’importante battaglia di Azio nel 31 a.C., ricoprì ruolo di fondamentale importanza nello sviluppo culturale della Roma d’età augustea.  La sua villa, elegante e raffinata, che gli archeologi definiscono “eccezionale”,  costituirà una delle attrazioni principali dei prossimi anni nell’area. Solo nei giorni scorsi gli archeologi italiani hanno potuto stabilire – anche grazie alle sette statue ritrovate (delle 14 che c’erano in origine) – che la villa nell’area della via dei Laghi e Mura dei Francesi a Ciampino era proprio quella del grande mecenate, con l’imperdibile zona termale, tra cui la natatio, la piscina all’aperto lunga oltre venti metri, con le pareti dipinte di azzurro. Proprio la piscina, coperta di terra nei secoli, ha permesso di conservare  quasi intatte  fiorate una serie di sculture straordinarie di oltre due metri d’altezza. Un repertorio statuario che illustra il mito di Niobe e dei Niobidi.

“Le sculture ci offrono nuove testimonianze sull’iconografia di Niobe” ha spiegato Alessandro Betori, direttore scientifico degli scavi. “Nel gruppo spiccano due figure maschili di giovani colti nell’atto di osservare l’eccidio dei fratelli che appaiono a tutt’oggi inediti. Da assiduo frequentatore del circolo, il poeta avrà forse avuto modo di vedere il gruppo dei Niobidi in tutto il suo splendore e di rimanerne ispirato”.

“A Ciampino abbiamo una buona parte dell’intero gruppo originale” afferma la soprintendente Elena Calandra. “Le statue che ornavano la piscina di Messalla dovevano essere quindi molte di più – dichiara Alessandro Betori direttore scientifico a Repubblica – ma è stato comunque straordinario ritrovarne tante tutte insieme. L’altro grande gruppo, ritrovato nel 1583 a Roma in una vigna dell’Esquilino – continua- è esposto agli Uffizi: in quel caso però si tratta di statue che proprio in epoca rinascimentale hanno subito pesanti restauri”.

“La scoperta è di un valore inestimabile – ha commentato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – e racconta quanto ancora ci sia da scavare e valorizzare a Roma e nel nostro paese: suggestioni che riportano subito alla mente quella stupefacente idea che è il parco dei Fori Imperiali, dal Colosseo fino ai castelli romani lungo l’intera via Appia Antica resa ciclo-pedonale”.

Bruno Cossàr

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