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“Da Rubens a Maratta”, percorso artistico nelle Marche

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luglio 17, 2013

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“Da Rubens a Maratta”, percorso artistico nelle Marche

In occasione del terzo centenario della morte di Carlo Maratta, pittore marchigiano di fama internazionale che ha segnato il passaggio dal Barocco al Classicismo, il Comune di Osimo e la Regione Marche propongono la mostra “Da Rubens a Maratta”, a cura di Vittorio Sgarbi. Per approfondire la conoscenza del Seicento nelle Marche e dare valore all’immenso patrimonio culturale, sono esposte sono più di cento opere: partendo dal grande arazzo di Rubens (proveniente dal Museo Diocesano di Ancona ed esposto solo una volta all’anno) si arriva ai ritratti di Maratta passando per Gentileschi, Guercino, Cantarini, Guerrieri, Ghezzi e molti altri le cui opere, dimenticate o inedite, vengono riportate alla luce.

L’esposizione prevede un itinerario decisamente alternativo, che si snoda in due percorsi paralleli: uno all’interno della città di Osimo, l’altro nei vari luoghi del territorio segnati dagli artisti dell’epoca. Il centro storico osimano, nelle sedi del Museo Civico e di Palazzo Campana, riunisce più di cento opere provenienti da musei e collezioni private; all’interno della città un affascinante percorso a cielo aperto conduce alla scoperta di preziosi interni Barocchi di Chiese e Palazzi. Tra i pezzi forti dell’esposizione, una tela del Guercino collocata sull’altare maggiore della Chiesa di San Marco e un’opera di Mattia Preti nel Santuario di San Giuseppe da Copertino; è possibile, inoltre, accedere al Duomo, nel Battistero e nel Museo Diocesano, dove sono conservate importanti testimonianze artistiche come la Croce del Bernini.

Il percorso nel territorio si estende a Camerano sulle tracce del Maratta nel Parco del Conero, e a Loreto, dove il Museo della Santa Casa ospita una sezione dedicata al Pomarancio, e la Sala del Tesoro della Basilica presenta stucchi e affreschi del grande artista.

«Un evento storico – ha dichiarato Vittorio Sgarbi – La mostra di Osimo è fondamentale perché ricostruisce il Barocco nelle Marche. Non si può parlare di Barocco delle Marche ma di Barocco in questa regione. Una terra discreta nello stile e nei costumi ma legata alla Chiesa e a Roma; e da lì arrivano le novità artistiche che però qui s’innervano di vita propria». Un’imperdibile occasione per approfondire la conoscenza di un periodo storico ricco di novità nei linguaggi artistici. Fino al 15 dicembre 2013.

Clara Cosenza

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