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Da Napolitano appello alla mobilitazione morale e civile

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ottobre 6, 2012

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Da Napolitano appello alla mobilitazione morale e civile

Assisi Ravasi-Napolitano-De BortoliUn forte appello alla mobilitazione morale e civile degli italiani è venuto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il 5 ottobre da Assisi, dove è intervenuto al ‘Cortile dei Gentili’ l’incontro con il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, dedicato al dialogo fra credenti e non credenti. Con loro, sotto un grande ombrellone quadrato, in una giornata calda e soleggiata, il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, in veste di moderatore.  “La società italiana  -ha detto Napolitano – sta attraversando una fase di profonda incertezza e inquietudine  nella quale forse sarebbe da rivisitare e pù fortemente affermare la nozione di bene comune e quella di interesse generale, per suscitare tra gli italiani una più diffusa presa di coscienza e mobilitazione morale e civile”.

Sono parole che questa nostra rivista on line sottoscrive pienamente. La bellezza dell’Italia che questo sito vuole affermare,è anche questa:  un bisogno di legalità, di attenzione al bene comune, di slancio morale, di economia etica e orientata a riscoprire e valorizzare le forse migliori che abbiamo.  Quello, insomma, di cui gli italiani sentono un forte bisogno come è emerso dalle ricerche del Censis svolte su impulso della Fondazione Marilena Ferrari.

“La nostra comunità nazionale – ha ricordato a propositoBNapolitano – ha avuto bisogno, oggi come in pochi altri momenti da quando ha ritrovato con la democrazia la sua libertà, di una ripresa di slancio ideale e di senso morale”.

Per Napolitano, “è dalla schiettezza del dialogo e da un suo esito fruttuoso che possono venire stimoli e sostegni nuovi” proprio per la ripresa degli invocati “slancio ideale di senso morale” di cui il nostro Paese “ha oggi avuto bisogno”.

Il Capo dello Stato ha puntato gran parte del suo discorso sul concetto di bene comune e interesse generale. “La società italiana sta attraversando una fase di profonda incertezza e inquietudine – osserva il capo dello Stato – nella quale forse sarebbe da rivisitare e pù fortemente affermare la nozione di bene comune e quella di interesse generale, per suscitare tra gli italiani una più diffusa presa di coscienza e mobilitazione morale e civile”.

Non potevano mancare nel discorso di Napolitano riferimenti all’attualità politica.”L’inadeguatezza del quadro politico a offrire punti di riferimento e prospettive, percorso com’è da spinte centrifughe e tendenze alla frammentazione – ha osservato il Capo dello Stato – , acuisce in Italia l’incertezza e produce grave disorientamento”.“La profonda incertezza e inquietudine – ha commentato  Napolitano – nasce certamente dall’asprezza delle prove cui l’Italia, al pari di altri Paesi, è sottoposta, per effetto della crisi finanziaria ed economica, nel contesto di una Europa non abbastanza unita, solidale e lungimirante”.

“C’è – ha notato Napolitano – un rimpicciolirsi degli orizzonti, dei singoli come dei gruppi sociali. Se non c’è una prospettiva di più lungo termine e non si riesce ad andare al di là del breve termine, si avranno reazioni esasperate e difensive”.  “Solo se si allunga lo sguardo si riesce a trovare un forte nucleo comune, impresa che in Italia appare quasi impossibile. In altri Paesi, al contrario, pur in presenza di forti contrapposizioni tra forze politiche, nella logica dell’alternanza, resta un dato di fondo comune, al di là della materia del contendere, di cui in Italia ce n’è anche troppa in circolazione…”.

La situazione che attraversa l’Italia dunque  “richiede una straordinaria concentrazione e convergenza di sforzi, ad opera di credenti e non credenti come accadde nel clima dell’Assemblea Costituente”, ha aggiunto Napolitano.

Importante l’avvertimento conclusivo del capo dello Stato: “Quel che rischia di perdersi è il senso del bene comune e dell’interesse generale, che dovrebbe spingere a una larghissima assunzione di responsabilità, ad ogni livello della società, in funzione dei cambiamenti divenuti indispensabili, non solo nel modo di essere delle istituzioni ma nei comportamenti individuali e collettivi, nei modi di concepire il benessere e progresso e di cooperare all’avvio di un nuovo sviluppo dell’Italia, nel quadro dell’Europa unita”. I dialoghi di Assisi al Cortile dei Gentili,  tra credenti e non credenti, del 5 e 6 ottobre possono essere seguiti sul sito www.sanfrancesco.org.

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