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Cucinelli: “siamo un paese di eccellenze, non in vendita”

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luglio 16, 2013

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Cucinelli: “siamo un paese di eccellenze, non in vendita”

Brunello Cucinelli interviene, con una intervista al Corriere Economia (8 luglio, pag. 8) sulla questione dello shopping dei marchi italiani da parte di gruppi esteri: “Non sono d’accordo con chi sostiene – dice il “re del cachemire” – con chi sostiene che siamo un paese in vendita. Siamo un paese che ha tante eccellenze , invece, difficili da reperire altrove. Se poi osserviamo caso per caso, notiamo che spesso si tratta di scelte dovute o al mancato passaggio generazionale o alla mancanza di fondi sufficienti per entrare sul mercato globale”.

In un’altra intervista a Repubblica- Affari e Finaza, sempre dell’8 luglio, Cucinelli ribadiva che il vero valore aggiunto del nostro Paese si  trova valorizzando “il tesoro nascosto della sua antica vocazione al bello”. “Dobbiamo lasciare il livello medio  – aggiunge – e salire di livello, cercando di produrre Made in Italy, che peraltro nel mondo è ricercato. Cinesi, americani, russi adorano il prodotto italiano. E noi lo sappiamo fare meglio di tutti.”

Convinto che l’ambiente sereno e la bellezza dei luoghi esaltino la creatività umana e sviluppino una comunità dove chi opera segue una scala di valori condivisa, Brunello Cucinelli ha fatto del borgo trecentesco di Solomeo la sede della sua impresa umanistica. Questa la filosofia che Cucinelli racconta sul sito internet dell’azienda, ricco di citazioni di filosofi storici.

Sì perché il cinquantanovenne imprenditore umbro, che ha avuto a inizio della carriera la geniale idea di colorare il cachemire, è riuscito a creare una “impresa umanistica”, dove dignità, bellezza e rispetto per gli altri fossero più importanti del guadagno.

Brunello Cucinelli vuole infatti “dare all’impresa un senso che vada oltre il profitto, e reinvestire per migliorare la vita di chi lavora, per valorizzare e recuperare le bellezze del mondo”.

A soli 32 anni, il “re del cachemire” come viene ormai chiamato, acquista il castello di Solomeo, piccolo borgo a poca distanza da Perugia, dove trasferisce la sede della piccola impresa di cachemire e comincia un’opera di riqualificazione e restauro del territorio.

Sono numerosi i premi conferitigli per il ruolo di imprenditore: “Homo Faber – Homo Poeticus” dall’Accademia “Biella Cultura”; “Best of the Best” negli Stati Uniti, premio assegnato alle migliori aziende del mondo; “Pitti Immagine Uomo” nel 2004; “Imprenditore Olivettiano” nel 2009; il “Cavalierato del lavoro” nel 2010 solo per citarne alcuni, e sempre in quell’anno, ha ricevuto la laurea honoris causa in “Filosofia ed etica delle relazioni umane” dall’università di Perugia.

 

Nel 2012, anno rappresentativo della profonda crisi economica italiana, il 27 aprile Brunello Cucinelli decide di quotare la propria azienda alla Borsa di Milano, conquistando in poche ore un rialzo del 49%.

L’azienda ha registrato una costante crescita sin dalla sua nascita, e negli ultimi anni, in netta controtendenza rispetto alla maggior parte delle imprese italiane, il fatturato è in continuo aumento, con prospettive più che positive per il futuro.

E come segno di gratitudine per gli oltre 1000 dipendenti che lavorano con lui, la famiglia Cucinelli ha deciso di consegnare nella busta paga di dicembre 2012 un assegno di 6000 euro circa per ciascuno, un “regalo” di Natale per celebrare un anno davvero straordinario.

 

Brunello Cucinelli, accanito sostenitore del Made in Italy, è consapevole che l’artigianalità e la qualità del nostro paese siano al centro dell’interesse di America, Cina, Russia, India e Brasile, i paesi che in questo periodo storico stanno muovendo il mercato globale.

E proprio su questo, suggerisce l’imprenditore-filosofo, devono ri-cominciare a puntare le aziende italiane e chi le sostiene.  Anche perché, “La bellezza salverà il mondo” , come diceva un personaggio di Fedor Dostoevskij.

 Laura Rubboli

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In queste pagine parliamo delle belle persone che popolano questo Paese. Persone che non si arrendono anche quando la loro azienda fallisce, che sanno recuperare tradizioni antiche e valorizzare saperi dimenticati. Giovani che non aspettano il posto fisso, che sanno sfruttare gli studi fatti, che magari vanno all’estero e poi ritornano perché è bello fare impresa nel Paese più bello del mondo. Ma anche persone che si dedicano agli altri e che fanno della solidarietà uno stile di vita. Segnalaci queste persone: persone@lavocedellabellezza.it

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