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Capolavori in Valtiberina, “bellezza invasiva e pervasiva”

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agosto 19, 2013

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Capolavori in Valtiberina, “bellezza invasiva e pervasiva”

“Capolavori in Valtiberina tra Toscana e Umbria. Da Piero della Francesca a Burri e La Battaglia di Anghiari” è il titolo di un grande progetto di valorizzazione della bellezza e della ricchezza del patrimonio culturale locale che andrà avanti per tutta l’estate  e l’autunno inoltrato (fino al 3 novembre).

In una striscia d’Italia  – ha evidenziato il prof. Antonio Paolucci, Presidente del Comitato Scientifico  del Progetto sul  Sole 24 di ieri 18 agosto – tra l’Arno e il Tevere. sono nati i grandi della civiltà italiana: Dante e Boccaccio, Giotto e Arnolfo, Galileo e Machiavelli, San Francesco e il Beato Angelico, Piero della Francesca e Leonardo, Raffaello e Michelangelo. In questa parte della penisola hanno preso forma insieme alla lingua letteraria e la lingua figurativa degli italiani, prima con Giotto, poi con Masaccio e infine, nella Roma dei grandi papi del Rinascimento, con Raffaello e con Michelangelo. “Ed è ancora in questa parte della penisola che con Dante, con Boccaccio, con Petrarca, con Machiavelli, si è definita l’identità spirituale del nostro popolo”.

Il progetto prevede una serie di mostre e itinerari tra Umbria e Toscana promossi da Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Regione Toscana, Regione Umbria. Protagonisti il Museo civico di Sansepolcro dove sono conservati capolavori di Piero della Francesca tra i quali la celebre ‘Resurrezione’ (orario 9.30-13.30; 14.30-19), il Museo Statale di Palazzo Taglieschi ad Anghiari che ospita eccezionalmente (fino al 3 novembre) la Tavola Doria (orario 9-18) e degli ex Seccatoi del tabacco della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello (Perugia) dove (sempre fino al 3 novembre) sono esposte quattro grandi opere del pittore e scultore tedesco Anselm Kiefer in omaggio al maestro Alberto Burri (orario 10.30-12.30; 15-19).

Ma il centro d’attrazione è la cosiddetta “Tavola Doria”, che prende il nome dalla famiglia napoletana dalla cui collezione questo dipinto proviene. La tavola fissa il momento centrale della famosa “Battaglia di Anghiari”: la lotta per la conquista  dello stendardo. Recuperata in maniera rocambolesca dal Corpo Speciale dei Carabinieri e rientrata in Italia nel giugno del 2012, dopo essere stata esportata illecitamente dall’Italia.  Dopo l’ esposizione per diversi mesi nella “Sala delle Bandiere” al Quirinale, è stata assegnata agli Uffizi e, attualmente, in prestito al Museo di Anghiari.

“Il viaggiatore capirà – scrive magistralmente Paolucci – che in questa parte d’Italia la Bellezza è invasiva e pervasiva; entra dappertutto, nei musei civici custodi di capolavori celebri, nei borghi e nelle frazioni rurali, nell’ordine dei coltivi, nelle linee delle colline, nel verde nero delle querce che popolano il paesaggio, nei monti («divinamente azzurri» direbbe Pier Paolo Pasolini) che chiudono lo sguardo. Intendere questo significherà intendere anche le radici profonde della nostra storia artistica”.

Paolucci  – (ma l’articolo è assolutamente da leggere nella sua interezza) – sottolinea l’altra linea del progetto, quella che unisce, in un tracciato storico memoriale ed emozionale ininterrotto, Piero della Francesca a Raffaello e ad Alberto Burri. Commuove pensare che l’incipit del destino di Raffaello, l’inizio del percorso glorioso che lo porterà nelle Stanze di Giulio II nei Palazzi Apostolici, si colloca qui, all’anno 1504, nel cuore della Valtiberina. Colpisce – miracolo delle coincidenze – che il palazzo che fu degli Albizzini, i committenti dello Sposalizio della Vergine, ospiti oggi la Fondazione Museo dedicata ad Alberto Burri. Perché se c’è, nel Ventesimo secolo, un erede del grande classicismo italiano che ha i suoi archetipi in Piero della Francesca e in Raffaello, questi è Burri. L’intuizione è di Cesare Brandi e di Giulio Carlo Argan ed è perfettamente vera”.Lo Sposalizio della Vergine- particolare
In conclusione  il progetto promuove mostre, itinerari ma soprattutto sostiene una serie di interventi permanenti. Fanno parte di questo ricco ‘carnet’ anche alcuni restauri, itinerari enogastronomici e di conoscenza del migliore artigianato artistico locale, attività per famiglie, laboratori per bambini, tour in pullman, pubblicazioni ad hoc. Uno speciale pass PGM 2013 consente di ottenere sconti e facilitazioni in 35 musei e in oltre 80 esercizi commerciali di diversa tipologia.

 (c.m.)

P.S. Ma che fine farà la Tavola Doria? Dove troverà pace? Ce lo dice un bell’articolo sull’Indro:  sia il Sindaco di Anghiari Riccardo La Ferla, che il Soprintendente del Museo storico di Palazzo Taglieschi Agostino Bureca vorrebbero che quest’opera cinquecentesca potesse restare ad Anghiari. Il  prof. Antonio Paolucci, Presidente del Comitato Scientifico  del Progetto, si è dichiarato disponibile a valutare la proposta. Una parola definitiva potrà essere espressa dalla Soprintendente al Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini. Qualunque sia la decisione, il Rotary  Firenze Sud avanza, tramite la propria rivista Incontri, l’idea di esporre una copia della Tavola in Palazzo Vecchio.

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