Tuesday, Nov. 20, 2018

Caffè Meletti: un gioiello ascolano e non solo

Written By:

|

ottobre 20, 2012

|

Posted In:

Caffè Meletti: un gioiello ascolano e non solo

Lo storico Caffè Meletti di Ascoli PicenoHa accolto i più noti esponenti della politica, da Re Vittorio Emanuele III a Gorbaciov, intellettuali come Sartre, letterati come Trilussa, pittori e musicisti. Il suo salotto liberty si è prestato al cinema, divenendo set anche per l’attore rivelazione di Mike Nichols, Dustin Hoffman. Raduno per i notabili della città (il Sodalizio, Senato), organicamente inserito nel tessuto urbano nonostante i secoli che lo separano dagli elementi strutturali contigui. Simbolo di cultura, eleganza e raffinatezza architettonica, il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali ne ha riconosciuto il valore storico ed artistico nel 1981. Stiamo parlando del Caffè Meletti di Ascoli Piceno, uno dei 150 caffè storici d’Italia, una perla del nostro Paese che merita di essere valorizzata per la bellezza non soltanto della sua struttura e degli arredi (indiscutibile) ma anche per l’esempio umano del suo fondatore, Silvio Meletti.

Situato in Piazza del Popolo, a sinistra del Palazzo dei Capitani, il Caffè Meletti è stato costruito nel 1882-1884 nell’area dei demoliti stabili Picchetto della Dogana e Bettolino. L’edificio fu sede degli uffici della Posta e del Telegrafo fino al 1904, come ricordano gli affreschi del sottoportico dello scenografo teatrale Picca. Silvio Meletti rilevò l’immobile nel 1905, vi fece costruire un piano soprelevato con terrazzo e nel 1907 inaugurò al pian terreno il suo Caffè. La facciata neoclassica del Meletti presenta finestre in stile rinascimentale, in armonia con quelle degli edifici circostanti. Altro elemento di continuità, il portico a cinque arcate al pian terreno che riprende il ritmo del loggiato a 59 archi caratterizzante Piazza del Popolo. La tinta rosa antico del Caffè, lo pone in risalto rispetto agli stabili in travertino. L’interno è in stile liberty, illuminato da specchi a parete allestito con arredi lignei, tavoli rotondi in marmo di Carrara e ghisa, divanetti in velluto verde e sedie viennesi. Sul soffitto, i putti tra rami di anice del pittore Nardini, inno all’Anisetta Meletti. Trattasi di un liquore, ora tipico, frutto della creatività di «un uomo non colto ma geniale, intraprendente e operoso, Silvio Meletti». E geniale lo era davvero: da un lato, si fece assumere come rappresentante della ditta torinese di dolciumi, Venchi, per venire a contatto con potenziali clienti; dall’altro, si accordò con amici e personale di locali da conquistare per far assaggiare il suo liquore nei caffè italiani. Inevitabile la scelta dell’acquisto dei titolari di fronte a tanta domanda di prodotto. Silvio Meletti, imprenditore, era anche esempio di umanità: «quante volte – ricordano i vecchi dipendenti – sor Silvio, con un semplice cenno dava ordine di non far pagare  i clienti meno abbienti!”.

(Anna Serafini- LumsaNews)

Share This Article

Related News

Pompei, ritrovata iscrizione che cambia la data dell’eruzione
In mostra al Chiostro del Bramante “Dream. L’arte incontra i sogni”
Sul Tevere l’ultimo mistero di Roma Antica: marmi e tombe a Ponte Milvio

About Author

Luoghi

La bellezza dell’Italia è anche nelle sue città, nei suoi borghi, nei suoi monumenti, nei suoi paesaggi. Città che trasudano storia, monumenti che hanno un’anima, paesaggi che la mano dell’uomo non è riuscita a stravolgere e che in molti angoli dell’Italia richiamano i colori e la serenità racchiusa in opere d’arte che il mondo ci invidia. In 30-40 righe, e con qualche link e foto segnalateci angoli di città e paesi che vi sono cari e per i quali, anche se si è andati via, vale la pena ritornare. Scrivi a luoghi@lavocedellabellezza.it

Leave A Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *