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Artigianato più forte della crisi, e i giovani lo riscoprono

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agosto 7, 2012

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Artigianato più forte della crisi, e i giovani lo riscoprono

Forse sarà la scarsità di notizie del periodo di estivo, ma abbiamo notato con interesse che il Tg2 sta dando molto spazio a notizie positive che riguardano i giovani e il lavoro, raccontando anche storie di successo nell’ imporenditoria italiana, come quella  su Chiara Soldati (settore enologico, ne riparleremo). Colpisce, in particolare, il ritorno dei giovani all’artigianato segnalato in un servizio, sempre del Tg2.  Secondo le stime più recenti, il Pil italiano dovrebbe subire a fine anno una riduzione del 2 per cento circa. Eppure c’è un settore in controtendenza:  secondo i dati della Confartigianato, a far registrare nell’ultimo anno una crescita di quasi il 2 per cento (1,96 per essere precisi) sono le 351.566 piccole imprese artigiane, il 24,3 per cento del totale, che continuano a vincere la scommessa.

I migliori risultati emergono dai settori dell’information technology, della green economy, delle riparazioni (con l’aria che tira, l’usa e getta viene meno apprezzato) e l’alimentare. Nella sola information technology, nell`ultimo anno sono nate 760 aziende (+6,4%) che fanno salire a 4.915 le aziende artigiane impegnate nella produzione di software, consulenza informatica, installazione e manutenzione di apparecchiature. E sempre negli ultimi dodici mesi sono nate 5.029 imprese che portano a 37.714 le attività artigiane della green economy, con un aumento del 5,6%.

Con la crisi che ci attanaglia non è sorprendente il crescente ricorso a riparare invece che a sostituire macchine e macchinari vari. In un anno sono nate 2.404 nuove imprese (+4,1%), portando a 18.178 il numero delle aziende che si occupano di riparazione, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature.

Infine, ma non è una sorpresa, conoscendo la vocazione italiana a non farsi mancare buon cibo a tavola, sono ora 49.238 le imprese nel settore della ristorazione (6.104 nuove aziende, pari a +2,2%, tra giugno 2011 e giugno 2012), mentre nella produzione alimentare sono attive 39.114 aziende (2.440 le nuove imprese, +0,85% nell`ultimo anno). Va registrato anche il piccolo miglioramento del tradizionale settore della produzione di articoli in pelle con la  nascita di 1.390 aziende (+0,6%), su un totale di 13.370 imprese.

Gli artigiani, come si vede, dimostrano di essere i migliori tecnici della crescita di cui l’Italia oggi dispone. Ai professori forse converrebbe prendere qualche lezione da loro.  (Bruno Cossàr)

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