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Arriva il primo Rapporto sulle Start-up innovative italiane

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settembre 15, 2012

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Arriva il primo Rapporto sulle Start-up innovative italiane

La copertina del Rapporto Restart ItaliaMeritocrazia, spirito californiano di fare impresa”, crowdfunding sono i tre punti chiave del rapporto (Pdf) dedicato alle Start Up innovative (qui anche in versione inglese) realizzato dalla task force messa in piedi alcuni mesi fa dal  ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera Il Rapporto si chiama “Restart, Italia!” (PDF light), e, nella sintesi coordinata da Alessandro Fusacchia, fa proposte pratiche, per promuovere la nascita e lo sviluppo di startup.

Fusacchia  lo commenta così: “Abbiamo cercato di battere sul tempo Barack Obama importando nel modello proposto il crowdfunding e il social lending“. Al centro del Rapporto sono incubatori, acceleratori, strutture private, pubbliche e miste (pubblico/private).  fondi, agevolazioni e sburocratizzazione.  Ora tocca al governo fare in fretta e mettere a punto anche questa leva importante dell’agenda per lo sviluppo.

Qui pubblichiamo le Conclusioni del Rapporto “Restart, Italia!

***

Un Paese è forte se conosce la propria strada. Se i suoi cittadini vedono una prospettiva e si impegnano per costruire il proprio futuro. Un governo può contribuire a tracciare questa prospettiva: descrivendo una visione e prendendo quelle decisioni forti che la rendono chiara, concreta e percorribile.

Certo, nessun governo può imporre alla popolazione di diventare innovativa, di creare nuove imprese, di guardare avanti con fiducia. Ma un buon governo può eliminare gli ostacoli all’innovazione, può facilitare il processo di creazione delle nuove imprese, può essere al fianco di chi guarda avanti con fiducia e costruisce il futuro. Può aiutare tutto il Paese ad affrontare e ripensare i vecchi modelli che non funzionano più e a gestire il mutamento.

In pochi altri Paesi come l’Italia i cittadini hanno dimostrato di saper competere e innovare nonostante i vincoli che negli anni il sistema ha sedimentato sulle loro spalle. Ma è ora che il Governo faccia la sua parte per eliminare l’ingombro delle inutili fatiche che intralciano la strada degli innovatori. Del resto, pochi Paesi hanno tanto bisogno quanto l’Italia di nuove opportunità di occupazione, crescita, e innovazione del sistema. Su un punto non ci sono dubbi: la nuova occupazione, la crescita e l’innovazione sono fortemente legate alla nascita di nuove imprese. Ma fino a quando gli incentivi impliciti nel sistema favoriranno le rendite di posizione e i privilegi accumulati nella storia dalle categorie che si sono potute far valere in passato, l’innovazione sarà sempre sfavorita. E dunque non ci possono essere dubbi sulla strada da intraprendere: l’obiettivo è rendere l’Italia un luogo davvero ospitale per la nascita di startup.

Altri Paesi hanno già adottato robuste misure a riguardo. Un confronto internazionale mostra come l’Italia sia, allo stato attuale, più indietro non solo rispetto a Stati Uniti e Germania, ma anche a Svizzera e Cile, in termini di ospitalità per le startup – se per misurare l’ospitalità usiamo parametri quali la facilità nell’avvio di un’azienda, un fisco favorevole, una forte disponibilità di capitali di rischio, un clima culturale e organizzativo consapevole ed entusiasta per il contributo sociale ed economico di chi innova e crea opportunità. Le azioni intraprese coerentemente in questa direzione da Paesi più avvertiti del nostro si sono rivelate vincenti per alimentare l’ecosistema locale dell’innovazione e per attrarre talenti e capitali da altri Paesi: con il risultato di vedere un’accelerazione della nascita di imprese e, dunque, un aumento delle opportunità complessive di occupazione, crescita e produttività del sistema”. (redazione)

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