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A Padova l’arte di De Nittis: tra capolavori e inediti

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gennaio 24, 2013

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A Padova l’arte di De Nittis: tra capolavori e inediti

Paesaggi mediterranei, “istantanee” della borghesia parigina, scorci di Londra tra i vapori della nebbia: fino al 26 maggio Palazzo Zabarella di Padova accoglierà una mostra imperdibile dedicata all’arte di Giuseppe De Nittis. Centoventi dipinti ne fanno la più completa retrospettiva mai allestita dedicata al maestro pugliese. Dalla formazione ai fasti parigini, dall’incontro con i macchiaioli fino agli ultimi lavori realizzati poco prima della morte: un allestimento sensazionale tanto per il numero di tele esposte quanto per la loro qualità. Tra gli artisti europei di maggiore rilievo di tutto il diciannovesimo secolo, De Nittis incantò la Parigi delle Esposizioni Universali. In occasione di quella del 1878 il genio pugliese era presente con ben 11 capolavori. L’artista italiano penetra il cuore dell’Impressionismo, ritrae la vita moderna accentuando in maniera del tutto rivoluzionaria la dimensione psicologica dei personaggi, architettando una modulazione più soffusa della luce. Dopo aver frequentato la Scuola di pittura a Napoli,  De Nittis, appena ventunenne, raggiunge la capitale francese dove ad attenderlo c’erano il successo, la fama e la donna della sua vita, Léontine: la sua abitazione diviene ben presto un luogo di ritrovo per Manet, Degas e Zola; spesso torna a Napoli e a Barletta, ma è ormai Parigi la sua città d’elezione. Qui il suo gesto dona al mondo capolavori come “L’amazzone al Bois de Boulogne”, del 1874 e “Lungo la Senna” di due anni dopo.

L’allestimento di Palazzo Zabarella svela opere come queste, ma sa incantare il pubblico anche con tele  inedite, sconosciute addirittura alla critica, frutto di prestiti concessi da alcuni collezionisti privati. La città di Padova celebra l’arte di De Nittis con un percorso espositivo capace di raccontare al visitatore quanto l’artista pugliese fosse pronto a sperimentare, spaziando dal paesaggio al ritratto: la mostra segue i passi del maestro pugliese, dalle falde del Vesuvio alla Senna, passando per il Tamigi; per la prima volta, infatti, qui in Italia giungono le opere realizzate De Nittis a partire dal 1874, quando alla ricerca di nuovi stimoli partì alla volta di Londra e lì dipinse tele come “Piccadilly”, “La banca d’Inghilterra” e “Nubi  su Westminster”. L’allestimento propone tra i tanti capolavori anche “Colazione in giardino”, il suo ultimo quadro, dove il virtuosismo di De Nittis raggiunge la vetta. È  il suo testamento; la moglie, la cui dolce bellezza è appena accennata, sembra incuriosita dal gesto del figlio intento forse a lanciare del cibo agli uccelli. Entrambi siedono attorno ad una tavola in giardino; il posto di De Nittis e vuoto. L’artista concluderà la tela nel 1883; morirà poco dopo a soli 38 anni. Padova rende così giustizia alla grandezza di uno dei pochissimi artisti che nell’ottocento seppe coniugare i nuovi fermenti europei alla ricca tradizione italiana.

Andrea Mazzuca

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