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A Milano l’uomo e la terra secondo Van Gogh

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ottobre 25, 2014

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A Milano l’uomo e la terra secondo Van Gogh

van goghLa scintilla che fece detonare definitivamente il genio di Van Gogh va cercata tra le pieghe dei volti dei contadini, nei solchi delle mani di chi grazie alla terra sopravvive con dignità, crescendo i propri i figli senza poter contare mai su nulla di certo, sperando nella clemenza della natura, vivendo di stenti e sacrifici.

Il suolo, l’artigianato, la vita contadina in genere furono i suoi soggetti preferiti; chiunque, senza alcuna difficoltà, sentendo pronunciare il nome del grande maestro olandese vede apparire nella propria mente una galleria di volti dalle labbra grosse, le fronti basse, facce tonde, mai affilate, e poi il grano scosso dal vento ed il cielo spesso accigliato, dipinto a pennellate corpose, incerto come il destino di ognuno.

La mostra “Van Gogh, l’uomo e la terra”, inaugurata recentemente a Palazzo Reale a Milano, di scena fino all’8 marzo del prossimo anno, per il numero di capolavori esposti, per il successo, facilmente prevedibile che sta già riscuotendo, oltre che per un allestimento curato fino al minimo dettaglio,  è di certo destinata ad occupare un posto ai vertici del programma espositivo nazionale del 2015.van gogh 2

Ci sono opere straordinarie come “La vigna verde”, “Natura morte con patate”, “Paesaggio con covoni di grano e luna che sorge” e “Contadini che piantano patate”: lo studio che Van Gogh condusse sulla luce durante la sua permanenza a Nuenen, nelle sue campagne e all’interno delle capanne della povera gente, lo affascinò talmente da scrivere queste righe all’amato fratello Theo intorno al 1885: “Sto lavorando a studi di teste, sia in controluce che illuminati, e ho già esaminato l’intera figura più volte, una donna che arrotola fili o pela patate. Di fronte e di profilo. Non so se riuscirò a terminarlo, perché è un effetto difficile. Da questi studi credo, comunque, di avere imparato alcune cose”.

van gogh 3Cinque sezioni per un viaggio nella filosofia e nell’arte del grande artista sempre alla ricerca del senso più profondo delle cose, indagine che lo portò a nutrire un sincero rispetto per la vita agreste e le sue fatica; come il pianeta Venere nell’antichità era chiamato “Stella del mattino” o “Stella della sera”, perché visibile nella sua massima brillantezza poco prima del sorgere del solo o poco dopo il tramonto, così la mostra è già per molti una splendida anticipazione dell’Expo Milano 2015 dal tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

Un’occasione da non perdere.

Andrea Mazzuca

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