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Monuments men a Mantova: la bellezza degli italiani

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maggio 4, 2016

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Monuments men a Mantova: la bellezza degli italiani

Intervento di restauro ad una tela dopo il terremoto all'Aquila nel 2009.mChi potrebbe mai mettere in discussione la “bellezza estetica” dell’Italia? Opere artistiche, monumenti storici, musei a cielo aperto; pittura, scultura, musica, architettura; e laddove non potevano arrivare le sapienti mani dell’uomo, la natura ha fatto la sua parte. Saremmo, tuttavia, altrettanto spavaldi nel difendere la nostra “bellezza etica”? Tentenniamo di fronte a impietose cronache giudiziarie, amare vicende politiche, una reputazione da “pizza, mafia, mandolino” ancora non del tutto riscattata. Peccato, però, tentennare. Peccato perché ci sono storie, storie di donne e uomini comuni, che restituiscono l’immagine di un’Italia dove le persone hanno un alto senso etico e civile, una bellezza interiore che è il giusto contraltare alla bellezza esteriore del Bel Paese.

Alcune di queste storie sono immortalate negli scatti, nelle istantanee e nelle sbiadite pellicole esposte, dal 24 marzo, nei tre piani del Museo Nazionale Archeologico di Mantova, parte di una mostra dal titolo “SALVARE LA MEMORIA (LA BELLEZZA, L’ARTE, LA STORIA). Storie di distruzioni e rinascita.” Qui si racconta della bellezza interiore che intreccia la bellezza esteriore, quando la prima salva la seconda mettendola al riparo da un’implacabile forza distruttrice che attraversa i secoli sotto forma di calamità naturali o catastrofiche vicende storiche.

Idealmente dedicata al Direttore del sito archeologico di Palmira, Khaled Asaad, la mostra, curata da Elena Maria Menotti e Sandrina Bandera,Firenze, il Museo del Bargello dopo l'alluvione del 1966.m raccoglie immagini, documenti e reperti che celebrano le gesta, semplici ed eroiche, di un silenzioso esercito di paladini dell’arte. Li chiamano “Monuments Men”: sono patrioti della cultura che si adoperano per salvare un patrimonio dell’umanità la cui incolumità è messa in pericolo dalle guerre, come quella in Siria appunto, ma anche da terremoti, alluvioni e da tutti quegli eventi che, ferocemente e improvvisamente, si sovrappongono al fisiologico effetto del tempo su ciò che è testimonianza del nostro passato.

Una mostra che al bello artistico affianca il bello dell’uomo, valorizzando il lavoro di quanti si spendono per salvaguardare la nostra eredità storica e culturale. Fieramente ci fregiamo dell’esser compatrioti dei tanti uomini che animano le missioni archeologiche italiane nel mondo, in Kosovo e in Afghanistan,  a Ebla come a Palmira. Ancor più fieramente ci riconosciamo nelle istantanee che ricordano la fatica della ricostruzione del dopo-terremoto in Friuli, ad
Trasporto opere in Valtellina durante la Prima Guerra Mondiale.mAssisi, all’Aquila, o la pazienza degli “Angeli del Fango” che a Firenze, nel 1966, salvarono migliaia di opere. Ad accogliere la mostra non a caso è la città di Mantova, dove il terremoto del 2012 causò il crollo del cupolino della Basilica di Santa Barbara e produsse seri danni alla Camera degli Sposi in Palazzo Ducale: a testimonianza del lavoro che qui è ancora in corso per la ricostruzione, la mostra apre al pubblico un laboratorio di restauro, all’opera su testimonianze di una villa distrutta da quell’evento catastrofico di quattro anni fa. Potenti immagini, esposte fino al 3 giugno, che mostrano le bellezze italiane e la bellezza degli italiani. Se il bello appartiene indiscutibilmente all’Italia, la nostra bellezza etica è solo da riscoprire.

Camilla Cipolla

 

SALVARE LA MEMORIA (LA BELLEZZA, L’ARTE, LA STORIA). Storie di distruzioni e rinascita
Museo archeologico nazionale di Mantova
24 marzo-5 giugno 2016

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