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Catania: Amenano, il fiume silenzioso e sotterraneo

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agosto 2, 2012

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Catania: Amenano, il fiume silenzioso e sotterraneo

La natura delle cose ama spesso nascondersi alla vista dell’occhio indiscreto, dicevano gli antichi greci. E ciò è vero anche a Catania: la città barocca che, con la sua eleganza in rigoroso stile bianco e nero, cattura ogni tipo di obiettivo, serba ancora le tracce di quella che fu la Catania di un tempo, sconosciuta a molti perché seppellita dalla terribile eruzione dell’Etna del 1669. Ad essere sepolto dalla grande colata del “Mungibeddu” (così come viene chiamato il vulcano siciliano) anche il fiume Amenano, principale fonte d’acqua corrente nell’antichità e usato dai greci calcidesi come primo approdo portuale alla città. Venerato attraverso il culto del dio fluviale Amenanos e raffigurato anche in diverse monete del V sec a.C., l’Amenano è testimonianza verace della tenacia di un fiume che, sopravvissuto alla prepotenza della lava, continua a scorrere nei sotterranei della città, per emergere quasi dal nulla, da una splendida fontana nei pressi della centralissima Piazza Duomo.

Costruita dallo scultore napoletano Tito Angelininel 1867, la fontana dell’Amenano, in marmo di Carrara, rappresenta il fiume omonimo nelle vesti di un giovane con in mano una cornucopia, simbolo di fertilità, da cui versa l’acqua in una vasca a forma di conchiglia. Alla base della vasca (sulla cui parte anteriore è inciso lo stemma della città) due tritoni riversano a loro volta l’acqua nel canale percorso dal fiume, che scorre a quasi due metri sotto il livello della piazza soprastante. Ribattezzata dai catanesi con il nome di “acqa o linzolu”, cifra caratteristica della fontana è l’effetto a cascata prodotto dall’acqua che, dal monumento, si riversa nel fiume come un lenzuolo. Prelevata direttamente dal fiume e sollevata da una pompa fino ai piedi di una statua, l’acqua, infatti, viene rovesciata nella vasca superiore, il cui bordo arrotondato fa sì che questa si riversi nel fiume silenzioso formando appunto un velo.

Utilizzata fino al 1950 dalle donne come lavatoio pubblico all’aperto, la fontanaoggi riacquista la sua antica funzione monumentale. Posta fra piazza Duomo e la Pescheria, fu fatta costruire nel 1864 dal sindaco per regolareil corsodel fiume sotterraneo. La fontana chiude prospetticamente la piazza del Duomo a sud, proprio di fronte al rinomato Palazzo degli Elefanti, mentre alle spalle una scalinata in pietra lavica si apre su piazza Alonzo di Benedetto, detta “’a Peschiria”, l’antico mercato del pesce della città. Una massa d’acqua che scorre silenziosa, per poi sgorgare di nuovo allaluce del sole nella “fontana dei sette cannoli”, sempre in piena zona Pescheria. Una bellezza sotterranea che,  con il suo fluire segreto, sembra quasi volere fuggire dalla luce del sole e stupire chi osa vedere al di là delle apparenze.

(Marina Bonifacio- LumsaNews)

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